Si è svolto nella serata di martedì 16 maggio il terzo appuntamento con «Abitare il Giardino con i libri», la rassegna culturale promossa dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Cerignola ed ospitata presso la nostra Curia Vescovile. Il libro presentato è «Santa Maria Maddalena de’ Pazzi. Il Campanuzzo di Dio» – edito da Cantagalli – della professoressa Chiara Vasciaveo, docente presso il Liceo Scientifico “A. Einstein” nonché specializzata in Teologia Morale. A moderare l’incontro S.E. Monsignor Luigi Renna.

Maria Maddalena nacque a Firenze, nel 1566, da una delle famiglie più in vista della nobiltà fiorentina, da Maria Buondelmonti e Camillo di Geri de’ Pazzi. La professoressa Vasciaveo illustra al meglio la sua figura e ciò che ha lasciato in testimonianza: «La sua è una parabola cristiana. Comincia, come ogni carmelitana fa, la sua meditazione sulla Parola. Le sue meditazioni erano ricche, affascinanti, intrise della bellezza del giardino di Boboli (meraviglioso giardino fiorentino fatto curare dai Medici e divenuto modello per le corti europee, ndr) e delle citazioni di DanteSi restava meravigliati da questa ragazzina. Maddalena era una donna silenziosa, determinata – prosegue la docente – ma con tante relazioni. Conosceva la situazione fiorentina, della Diocesi e della Toscana». «È una donna che vive in un contesto molto ricco dal punto di vista culturale – osserva Mons. Renna – e, nonostante la clausura, vive al centro della storia». A questo punto, Chiara Vasciaveo sposta il suo focus sull’importanza del patrimonio culturale tramandatoci in eredità dalla Santa: «A Firenze, nell’Archivio del Carmelo, abbiamo il patrimonio più esteso di oralità femminile. Il 95% degli autori della Letteratura Italiana è costituito da uomini: sembra che le donne non abbiano mai parlato, mai pensato, mai fatto la storia della lingua. Perché? Cosa succedeva ai tempi? Poche donne sapevano scrivere, molte invece sapevano leggere. Poi qualcuna, come Maddalena, faceva la scelta di non scrivere, pur sapendolo fare, per non creare disparità sociali».

Infatti, sebbene si fosse in un monastero, era ben chiara la differenza, anche dal punto di vista culturale, fra suore provenienti da famiglie agiate ed altre che non potevano vantare questi natali. «Se abbiamo le parole di Maddalena è grazie alle donne commercianti, addette a tenere i libri contabili. Fra queste vi era qualcuna, come la sua carissima amica Pacifica, con una scrittura splendida, – continua la teologa – di cui è stato anche possibile fare l’analisi grafologica, che ha saputo scrivere mentre Maddalena parlava». Ed a sorpresa, la professoressa Vasciaveo ha mostrato in anteprima assoluta uno dei più gratificanti risultati del suo lavoro di instancabile ricercatrice e filologa, cioè il ritrovamento di uno dei frammenti della Vita Nova di Dante, definendolo «il pezzo più importante che ci siamo ritrovati fra le mani».

In conclusione, si giunge al messaggio tramandatoci dalla Santa fiorentina, un messaggio che il cristiano contemporaneo ha il dovere di provare a far suo: «Una delle definizioni più belle di Maddalena è che Dio è comunicazione. Noi siamo creature immerse nella Trinità, siamo l’esempio vivo della Chiesa. Se non riscopriamo ciò, parleremmo di un Dio evanescente, assoluto, senza legami. E questa è una bestemmia per un Dio cristiano! È invece un Dio che si dona, che si consegna a noi a suo rischio e pericolo». Nonostante si trattasse di una mistica, Maria Maddalena de’ Pazzi s’è dimostrata donna assai concreta. La sua – come ha tenuto a sottolineare Chiara Vasciaveo – è stata una santità profetica, di chi ascolta la Parola e la ripropone al suo tempo.

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Anche questa terza serata, che ha fatto registrare un ottimo riscontro di pubblico, è stata caratterizzata dall’esposizione delle belle e significative opere di Lorenzo Tomacelli, artista nostro concittadino. Il tema delle stesse, in piena aderenza con quello della serata, è stato l’importanza della figura femminile. Il prossimo appuntamento con «Abitare il Giardino con i libri» è fissato per lunedì 29 maggio, ore 20. Ad essere presentato sarà «L’Islam è una minaccia. Falso!» del professor Franco Cardini.