Il vile attentato di cui è stata vittima Manchester lo scorso 22 maggio ha portato nuovamente al centro dell’attenzione globale il tema del terrorismo internazionale, quel cancro che, attraverso la sua violenza cieca ed infame, ha inferto negli ultimi tempi numerose sanguinanti ferite alla nostra civiltà. Questo mostro informe porta con sé distruzione e morte, lasciando negli animi di una società attonita tanta paura. Paura che contribuisce ad alimentare discussioni accese e dilanianti e che portano, più di una volta, a focalizzare ed indicare nel “diverso” una potenziale minaccia alla nostra stabilità, con la probabilità elevata di andare a fare proprio il gioco di chi muove i fili di questa scia di terrore. E lo spettro del cosiddetto “scontro di civiltà” si fa, via via, sempre più vivo, fino ad attizzare gli interessi politici di chi, volendo cavalcare l’onda della suddetta paura, punta l’indice contro l’Islam con l’obiettivo di passare alla cassa e riscuotere consenso elettorale.

Ma l’Islam rappresenta davvero una minaccia? La nostra città ne discuterà il prossimo 29 maggio, nel quarto appuntamento di «Abitare il Giardino con i libri», la rassegna culturale promossa dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale), presso la nostra Curia Vescovile, con la presentazione del libro «L’Islam è una minaccia. Falso!» – edito da Laterza – del professor Franco Cardini, illustre storico, saggista e giornalista fiorentino, esperto di Medioevo ma che, nella fattispecie, si è “prestato” alla storia contemporanea. Il professor Cardini, sottolineando la sua appartenenza al credo cristiano, affronta questo tema cercando di smontare alcuni miti di cui l’islamofobia suole nutrirsi. La vera minaccia, a suo parere, non risiede nell’Islam in quanto tale ma nel forte disequilibrio che contraddistingue il mondo con pochissimi ricchi, da una parte, e tanti, troppi poveri, dall’altra. Il califfo che è la mente oscura degli attentati terroristici vuole costringerci a vivere in uno stato di emergenza continua, di perdurante paura, di “sicurezza” asfissiante, fino a farci perdere lucidità e commettere errori strategici: lo storico fa particolare riferimento a quegli atti di guerra, come l’attacco americano all’Iraq del 2003, che, andando a colpire più i civili che i guerriglieri, hanno fatto sì che quei popoli individuassero nel califfo, che in realtà li tiene in ostaggio, un protettore. Cardini punta la sua lente d’ingrandimento anche sul pregiudizio della non esistenza dell’Islam moderato. Lo fa citando il libro di Oriana Fallaci «La rabbia e l’orgoglio», evidenziando come la scrittrice sia, ad un certo punto, diventata un vessillo da alzare proprio da parte di chi una volta la osteggiava, tutto ciò a fini meramente elettorali. Il professor Cardini usa a riguardo il termine “orianismo”.

Quello del prossimo lunedì sera (ore 20), quindi, promette di essere un incontro con molteplici spunti di interesse, dibattito e riflessione, sia per l’importanza di un tema che, mai come oggi, coinvolge la società contemporanea, sia per lo spessore della personalità che ci aiuterà a vedere il più chiaro possibile.