https://youtu.be/psZ0BRMwroQGli Agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, diretto dal Vice Questore Aggiunto Loreta COLASUONNO, hanno assicurato alla giustizia un quarantenne incensurato, originario di un paese garganico, ma residente a Cerignola, responsabile di estorsione, induzione e sfruttamento della prostituzione, violenza e minaccia nei confronti di una ragazza che, per circa due mesi, è rimasta alla sua mercé.

La breve attività d’indagine ha tratto spunto dalla denuncia presentata da una giovane donna lo scorso 17 maggio nella quale la stessa che dichiarava di essere vittima di una serie di minacce e richieste estorsive da parte di un uomo che aveva approfittato del suo carattere fragile e suscettibile di manipolazione.

La povera ventisettenne era stata adescata su Facebook da un uomo che si era presentato come ragazzo immagine di noti locali notturni di Roma, con tanto di fotografie e muscoli ben in vista. Dopo un primo periodo di semplice amicizia virtuale, l’uomo, adducendo di voler raccontare di questa amicizia al fidanzato della ragazza, al quale aveva già inviato una richiesta di amicizia non accolta, era riuscito a farsi inviare dalla stessa un video ed una serie di fotografie che la ritraevano completamente nuda. Da qui ancora il ricatto che, se la donna non avesse provveduto ad inviargli ulteriori video e fotografie hard, avrebbe detto tutto alla famiglia della stessa ed al fidanzato. Proprio in questo momento, l’uomo pensava bene di creare un ulteriore profilo su Facebook, nel quale si presentava alla ragazza come un investigatore privato ed, approfittando dello stato di angoscia  in cui versava la stessa, si proponeva per aiutarla nel momento in cui ne avesse avuto bisogno. La povera donna, dopo un primo momento di titubanza, poiché ancora ricattata dall’uomo che si celava dietro il  primo profilo creato, decideva di farsi aiutare dal fantomatico investigatore privato il quale le prometteva che avrebbe cancellato tutti i suoi video presenti sul telefono e su tutti gli apparecchi elettronici del suo aguzzino, mediante l’invio di alcuni virus, al costo di euro 3000 (tremila). La ragazza accettava e la stipula del contratto avveniva mediante la registrazione di un video durante il quale la donna dichiarava le sue generalità e di assumere un investigatore privato per risolvere alcuni problemi personali.

Quindi, il finto investigatore faceva credere alla ragazza di aver provveduto a cancellare i video e le foto, cancellando e facendo sparire il primo profilo falso creato per adescare la donna. A questo punto, richiedeva alla ragazza di corrispondergli la cifra pattuita, anche a rate, aggiungendo che, se non avesse avuto la possibilità di pagare in contanti, avrebbe potuto pagare o mediante la consegna di oggetti personali o mediante prestazioni sessuali; in quest’ultimo caso, avrebbe decurtato dalla cifra pattuita 30 (trenta) euro a prestazione. La donna cominciava a pagare consegnando i suoi risparmi, di persona, all’interno di un garage sito in una via centrale di Cerignola, mediante l’incontro con il suo aguzzino che, per non essere riconosciuto, indossava un passamontagna, intimorendo ancor più la povera malcapitata.

Poiché la ragazza non poteva più sopperire alla richiesta di denaro, avendo terminato tutti gli oggetti di valore in suo possesso, decideva di avere rapporti sessuali con l’uomo, al fine di estinguere, quanto prima, il suo debito. Essendo il debito della donna quasi estinto, mediante un ulteriore stratagemma e la creazione di ulteriori profili falsi su Facebook, l’uomo faceva credere alla donna di essere oggetto d’indagine da parte di un finanziere in servizio a Foggia, in merito alla vendita di alcuni oggetti usati su un gruppo aperto di Facebook, oggetti che la ragazza aveva effettivamente venduto, proprio per sopperire alle richieste di denaro fatte dall’uomo. Il presunto finanziere, del quale era stato creato un ulteriore profilo falso, informava la donna che era oggetto d’indagine dicendole, altresì, che egli era in possesso di alcuni video hard girati dalla donna; per chiudere bonariamente tutta la questione, diceva alla donna che avrebbe dovuto avere rapporti sessuali con lui e con altri suoi colleghi. Non essendo disposta a cedere a queste richieste, la ragazza decideva di contattare nuovamente quello che per lei era un angelo custode, l’investigatore privato, il quale le diceva che questa volta aiutarla sarebbe stato più difficile, trattandosi di un esponente delle forze dell’ordine e che, pertanto, bisognava contattare un ulteriore personaggio che avrebbe provveduto a rubare materialmente tutto il materiale in possesso del finanziere, ma che questo aveva un costo di 300.000 (trecentomila) euro. Per far fronte a questa spesa, la donna avrebbe dovuto prostituirsi per lui e avrebbe dovuto versare la cifra di 500 (cinquecento) euro al giorno, per il tramite dell’investigatore privato. La donna, pur di mettere fine a tutta questa storia, accettava; ancora una volta l’ulteriore personaggio, il presunto finanziere, spariva ed il finto salvatore della donna cominciava a richiederle ulteriore denaro.

Il malfattore, quindi, inseriva il numero telefonico della ragazza su un famoso sito internet d’incontri; forniva alla donna un orologio in grado di registrare video ed una chiave per accedere al garage di sua proprietà. Alcuni clienti cominciavano a contattare la donna che, inizialmente, tentava di prendere tempo ma, poiché minacciata, decideva di incontrare i suoi primi clienti, avendo l’obbligo di registrare i suoi incontri mediante l’orologio fornitogli, in modo che il suo aguzzino avrebbe potuto contare i clienti della donna e, probabilmente, in futuro, estorcere del denaro anche agli ignari consumatori di sesso.

La povera donna riusciva a gestire il tutto solo per qualche giorno, fino a quando, in lacrime, in piena notte per non essere vista, si presentava presso il Commissariato P.S. di Cerignola e raccontava l’accaduto, aggiungendo che, ormai, da tre giorni non consegnava più soldi e che veniva minacciata pesantemente se entro il giorno successivo non avesse versato la somma di 1500 (millecinquecento) euro. La ragazza mostrava i messaggi minatori che le venivano inviati, acquisiti dai poliziotti. Gli agenti suggerivano alla ragazza di stare al gioco e di accettare un incontro con l’uomo per il giorno successivo, dicendogli che gli avrebbe consegnato il denaro e gli avrebbe parlato della sua situazione diventata ormai insostenibile. L’uomo accettava l’incontro, all’interno del solito garage, incontro che si sarebbe tenuto il giorno successivo a quello della denuncia. La mattina seguente, la donna disponeva solo di 220 euro, la somma veniva fotocopiata prima della consegna e, quindi, partiva per recarsi all’appuntamento, mentre i poliziotti si trovavano già appostati, in osservazione, proprio all’interno del garage, nascosti in un’intercapedine esistente, in modo da non essere visti e controllare che alla ragazza non accadesse nulla di grave. Avvenuta la consegna del denaro, fatta allontanare la ragazza in modo da porla in sicurezza, gli agenti bloccavano l’uomo. Veniva eseguita perquisizione personale e locale che consentiva di rinvenire la somma di denaro appena consegnata dalla ragazza, l’orologio capace di registrare video e una serie di oggetti per l’autoerotismo, oltre ad un’ulteriore e cospicua somma di denaro. L’uomo veniva dichiarato in stato d’arresto ed accompagnato presso la Casa Circondariale di Foggia, a disposizione dell’A.G. procedente.

La ragazza si lasciava andare ad un pianto liberatorio, ringraziava i poliziotti per il loro operato, rimanendo incredula nello scoprire che dietro le minacce e le angherie subite vi era un solo uomo che era stato capace di sottometterla e farla cedere ai suoi ricatti.

Al vaglio degli agenti sono ora gli apparati elettronici sottoposti a sequestro per comprendere se, oltre alla vittima che ha avuto il coraggio di denunciare i soprusi ricevuti, vi siano altre ragazze che non hanno avuto lo stesso coraggio.

  • Laura

    Che storia incredibile……….a 27 anni infilarsi in un ginepraio del genere. Questa ragazza deve avere molti problemi. La sfortuna poi di incappare in un tipo del genere……che non ha azzeccato una h del verbo avere. Pazzesco, c’è ancora gente che ci casca in questi profili fi uomini affascinanti e seduttivi……………..poi li vedi e hanno la panza!

    • fabio

      infatti laura amore concordo pienamente con te,cadere in tali trappole è solo da menorati psichici,per quando riguarda questo animale consegnatelo a me che ho la medicina adatta a lui.spero che in via delle casermmette li facciano il servizio

    • Nicolq

      Voi non state bene. Geni! Avete condannato la vittima e assolto il carnefice.

      • Laura

        No Nicola……..ti sbagli. Ma purtroppo non abbiamo molte armi per difenderci, se non quelle di tener gli occhi e orecchie aperti e con tutta l’informazione che circola, possibile che una ragazza di 27 anni, solita a utilizzare i social, cada in queste cose?………..Il carnefice è carnefice……….anzi, a proposito, visto che la redazione è al corrente di tutti i particolari della storia con dovizia di messaggini e altro, come mai non dice il nome di questo galantuomo?????
        Forse è il rampollo di una famiglia della CERIGNOLA BENE?
        PS: caro Fabio………un “cara Laura” i sembra sufficiente………”amore” mi sembra inappropriato, dato che non ci conosciamo. Cari saluti

        • Gianni

          tantissima solidarietà a questa ragazza e spero che che venga supportata e seguita e un grazie alle forze dell ordine per aver agito tempestivamente e spero che giustizia faccia il suo corso per quel delinquente senza correre il rischi di ritrovarlo domani per strada

        • fabio

          intendevo che ci vorrebbe tanto di amore nel mondo e meno di tali cattiverie.le donne vanno corteggiate,rispettate ed amate

          • mariella

            spero tu non sia il fabio che penso io.hahaha.scherzo se sei tu sei una stupenda persona.basta con i muscoli che mo scoppi

  • gino treccani

    Spero che lo fanno cacare sangue per sempre

  • M.

    Perché, invece, il comportamento di una ragazza ventisettenne impegnata sentimentalmente che intraprende questa “amicizia virtuale” sarebbe giustificato se il tipo in questione fosse un ragazzo immagine romano, con relative immagini e riprese di nudo. Questa situazione, è l’ ennesima metafora della realtà italiana odierna, dove siamo soliti giudicare con superficialità secondo il pensiero di massa dell’ italiano medio. E la cosa più raccapricciante è che sono le donne in primis a schierarsi con “solidarietà” in difesa della vittima di questa spiacevole situazione, senza magari pensare che non stiamo parlando di una tredicenne immatura, inesperta nelle cattiverie del mondo. Non voglio assolutamente giustificare un comportamento illegale e scorretto umanamente e che merita una punizione esemplare, ma c’è anche da ammettere che leggere tanti commenti che recitano solamente parole di condanna nei confronti di un probabile uomo malato, e non una parola a favore delle donne che meritano di essere chiamate tali, fedeli al proprio uomo e rispettose dell’ educazione ricevuta dalla famiglia, è alquanto preoccupante, perchè non fa differenza l’ inviare immagini e registrazioni di nudo ad un modello della capitale o ad un malato che soffre di perversione. Il mio messaggio è che forse ci sono (e lo spero vivamente) donne che non si sarebbero mai cacciate in una simile situazione. Va un pensiero di cuore alla vittima della situazione, ma dovrebbe lei stessa ammettere che, se fosse rimasta legata ai veri principi della vita tutto ciò non sarebbe mai successo. Spero questa situazione renda più mature le ragazze/donne tenendole lontane dalle futilità della vita. Detto ciò mi sento di sottolineare che questo NON vuole essere un messaggio di accusa o di giudizio, in quanto non mi sento un autorità preposta a farlo, ma leggendo commenti inutili e superficiali, mi sentivo di esprimere un punto di vista più completo e ragionato. Sperando di non aver offeso nessuno nella propria persona, mi scuso se qualcuno si è sentito toccato dal discorso.
    M.

    • gino treccani

      Se era solo malato di perversione come dici non gli richiedeva denaro e non la induceva a fare la prostituta,la ragazza avrà pure sbagliato come dici tu ma non siamo tutti svegli come te.

      • M.

        Quindi mi sta dicendo che oggi il rispettare il/la proprio uomo/donna e comportarsi da persona seria significa essere svegli? Poi si chiedono perchè il mondo va come il cavolo… Mi dispiace ma non sono d’accordo con lei in quanto non si parla di aver subito una truffa per colpa della poca attenzione ma di aver inviato in modo consenziente(non è stato dichiarato il contrario) foto ad una persona sconosciuta, a quanto pare solo in base al fatto che si fosse definita ragazzo immagine, e da ciò sono partite le estorsioni… Quindi non parliamo di essere sveglio o meno sveglio, ma di tutt’ altro.

      • M.

        Fermo restando che non esiste pena sufficiente per le azioni compiute dall’ uomo in questione; non vorrei apparire come il mostro che difende un porco del genere, perchè è tutto il contrario, sia chiaro!