Nella serata di lunedì 29 maggio ha avuto luogo il quarto appuntamento con «Abitare il Giardino con i libri», la rassegna di incontri con gli autori promossa dal MEIC (Movimento Ecclesiale di Impegno Culturale) di Cerignola ed ospitata presso la nostra Curia Vescovile. Ad esser presentato è stato «L’Islam è una minaccia. Falso!» – edito da Laterza – del professor Franco Cardini, illustre storico medievista fiorentino che però, in questa circostanza, ha indossato le vesti di contemporaneista. Il tema trattato, con tutti i risvolti che assume, è di stringente attualità, a pochi giorni dal vile attentato che ha colpito Manchester e che ha lasciato sgomento il mondo. E all’indomani di questo ed altri bagni di sangue innocente, vi è stato chi ha focalizzato ed indicato nel nemico chi ha un credo religioso diverso, con malcelati fini propagandistici e cavalcando l’onda di una comprensibile paura. L’incontro con l’autore toscano ha contribuito a guardare alla realtà di queste cose in una maniera più nitida possibile.

La serata, moderata dal dottor Natale Labia – vicepresidente dell’Ordine dei Giornalisti di Puglia -, è stata introdotta dalla coinvolgente esecuzione dell’«Ave Maria» di Pietro Mascagni da parte della soprano Ripalta Bufo, accompagnata da Monica Bonavita al violino e Gianluca Damiano al piano. Non a caso, la figura di Maria è omaggiata nel Corano, come madre del profeta Gesù. L’incontro entra nel vivo quando il professor Cardini fa presente il fatto che «la storia è revisione continua: lettura, rilettura di documenti e scoperta di nuovi. Nell’800 si studiava storia universale nei Paesi anglosassoni, germanici, in Francia ed anche un po’ in Italia. Poi s’è smesso. Si è pensato che era meglio approfondire le radici identitarie dei propri Paesi. C’è stato un grande boom dei nazionalismi fra ‘800 e ‘900 e, ad un certo punto, s’è detto che la storia universale non interessa. È stata una rivoluzione che ha ristretto il nostro campo di vedute. Oggi questo discorso non si può più fare – prosegue il docente – perché il mondo ci sta arrivando addosso, in tutti i sensi».

Si passa al recente G7 di Taormina, dal quale è emerso il voler riproporre azioni contro la Siria. In merito a ciò, Cardini si esprime senza mezzi termini: «È molto divertente. Non potendo parlare del vero nemico, perché appartiene ad una parte del progetto dei nostri alleati occidentali, si torna alla finzione dell’unione pubblica verso falsi nemici. La faccenda della Siria è una bufala! Così come lo è quella dei tentativi iraniani di farsi la bomba nucleare. Chi l’ha denunziato recentemente è il presidente di un Paese che è armato fino ai denti: Israele. È un dato obiettivo – asserisce il professore – che nulla ha a che vedere con la sua storia, quella del grande popolo ebraico e della Shoah. Riguarda invece la politica internazionale attuale. Tutti i Paesi che accusano l’Iran di voler preparare la bomba nucleare – come Israele, Stati Uniti d’America, Pakistan e Turchia – hanno già un arsenale nucleare. Questa cortina fumogena negli occhi dell’opinione pubblica mondiale va fatta svanire. Bisogna guardare la realtà e lo si fa cominciando a studiare la storia, in altro modo». Il professor Cardini parla poi del sedicente Stato Islamico (IS), definendolo «in coma già da quando è nato. Ha circa 30.000 guerriglieri, ben attrezzati e disciplinati da ufficiali irakeni sunniti della vecchia guardia di Saddam Hussein».

Si finisce col discutere dei dittatori di quell’area geopolitica, combattuti dall’Occidente, ma col proprio personale tornaconto. «Prendiamo Gheddafi: che fosse un dittatore lo sapevano tutti. E tutti ci facevano gli affari. Quando però ha iniziato a litigare con alcune multinazionali, inglesi e francesi, sostenendo che gli stavano facendo un progetto di telefonia interafricana che lui aveva varato e per il quale si sarebbe rivolto ad ingegneri russi e cinesi, quando ha cominciato a parlare di una banca interafricana che avrebbe distrutto molti affari a tanti dei nostri finanzieri, allora è diventato improvvisamente un tiranno sanguinario». Lo stesso discorso Cardini lo fa valere anche per Saddam Hussein e Assad, definendo il primo «un dittatore criminale che ha fatto negli anni ’80 la guerra all’Iran, quando a noi questo non importava» e il secondo «il presidente di un Paese – la Siria – che non esiste più, un Paese che aveva un buon welfare ma dove vigeva un regime di polizia». Lo storico fiorentino spiega anche il perché del titolo del suo libro, affermando che «l’Islam non esiste. Esistono gli Islam. Esiste una legge che si è incardinata in una realtà, originariamente in gran parte cristiana, ebraica o sincretistica, dalla quale nel VII secolo il profeta Muhammad ha tirato fuori una sua legge. L’Islam, come l’Ebraismo, non è una fede: è una legge». L’Islam non ha istituzioni normative, non ha una Chiesa. E quella cristiana, a differenza di tutte le altre confessioni, musulmana ed ebraica comprese, è una religione che si regge senza bisogno di miti. E smontando un altro dei luoghi comuni sul credo islamico, Franco Cardini sottolinea come esso «comandi la legge religiosa, ma in politica non conti nulla. L’Islam è stato sempre assoggettato al potere politico. Nessun collegio religioso è mai riuscito ad imporre il suo volere ad un sovrano. È vero il contrario».

Infine, in sede di dibattito aperto con un pubblico partecipe che ha reso gremito il “Salone Giovanni Paolo II”, lo storico toscano dice la sua in merito all’eventualità poco futuribile di una fusione del meglio delle tre grandi religioni mondiali, Cristianesimo, Ebraismo ed Islam: «Sono un reazionario, ci tengo ad essere cattolico. Confesso di non aver molto simpatizzato con le semplificazioni liturgiche del Concilio Vaticano II, per cui non ho nessuna voglia di sincretizzarmi con nessuno. Sì, le religioni dialogano in Dio, ma questo dialogo non avviene alla base bensì al vertice. Io non ho nessun dubbio che Dio abbia parlato a tutti, in modo diverso, con una qualità di messaggio diversa. Ogni popolo parla con Dio nella sua lingua. Dio intende tutti e tutti s’intendono fra loro in Dio».

Il prossimo ed ultimo appuntamento con la rassegna culturale del MEIC di Cerignola è fissato per mercoledì 7 giugno (ore 20) con «Padri, Madri e figli nella società liquida» del professor Michele Illiceto.

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