Lo scorso 20 maggio, presso il Liceo Classico “N. Zingarelli”, si è tenuta la cerimonia di premiazione della XII^ edizione del Certame Letterario “Nicola Zingarelli”.

La commissione giudicante, tra le cinque poesie finaliste, ha incoronato vincitore Michele Biancardi  – alunno del Liceo Classico, classe 2000 – con la sua poesia intitolata “Un pomeriggio”.

Abbiamo incontrato il vincitore del Certame, che ha rilasciato un’intervista in esclusiva per lanotiziaweb.it.

“Non mi aspettavo questo successo – ha dichiarato emozionato Michele Biancardi ai nostri microfoni – era la prima volta che mi mettevo in gioco in questo campo; anche se non avessi vinto per me sarebbe già stato un ottimo risultato essere arrivato tra i 5 finalisti”

Michele ci ha raccontato della genesi del suo componimento:“Durante uno dei miei pochi pomeriggi liberi ho iniziato a ricordare quello che facevo da bambino e come i più semplici particolari, suoni e rumori, mi rendessero felice. Fare memoria di questo è stato anche un modo per fuggire dalla tristezza del presente”.

Come ci ha spiegato Michele, la poesia è anche una sorta di quadretto che rappresenta “la campagna dove trascorrevo i pomeriggi della mia infanzia e le strade di periferia con i loro suoni, profumi e colori”.

Ma a questa “fotografia” dell’infanzia segue un invito a non adagiarsi nella memoria e a cercare nuova vitalità nel presente:“Dopo aver ricordato tutti questi momenti e sensazioni dell’infanzia, come è scritto nella poesia,“strappo quel velo di sofferenza” (v. 27 n.d.r.) e decido di alzarmi per cominciare a riviverli nel presente”.

Questo “velo di sofferenza”, come ci spiega Michele, “nasce dal nulla, dalla paura di non poter fare, di non sentirsi vivo e non provare emozioni” un senso di angoscia che, secondo l’autore, nasce soprattutto dall’alienazione provocata “dalla tecnologia che influisce molto anche nelle relazioni: incontrarsi con qualcuno può darci delle emozioni che vengono sacrificate in pomeriggi passati davanti lo schermo di un telefono”.

L’augurio che  possiamo tutti rivolgere a Michele è quello di poter continuare a coltivare questa sua passione e talento e che magari il suo successo possa incuriosire e stimolare altri giovani come a cimentarsi nella scrittura e nella poesia in un periodo in cui ragazzi così appassionati per la scrittura sono una vera rarità e in cui i generi letterari che vanno per la maggiore sono il post di Facebook ed al messaggio su Whatsapp.

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UN POMERIGGIO (Biancardi Michele)

A non far nulla iniziai a pensare, lì, sdraiato nel vuoto, pian piano a ricordare.

Mi ricordo di una strada: terra battuta e frastagliata. Mi ricordo di quei fiori: gialli, rossi e altri colori,

di quel calore improvviso, di una carezza sul mio viso sotto la luce gialla del sole perfetto contrasto col campo di viole.

Ricordo l’odore di qualche anno fa, quelli normali, lì trovi in città: odor di abbracci fra bambini, di lavanda e poi sorrisi.

Ricordo i rumori di periferia: piatti lavati, grida e così via. Ricordo il ritmo del suo profondo respiro e al solo udire la testa va in giro.

Ricordo di questo, di un pomeriggio… mentre adesso tutto mi par grigio.

Così mi alzo, sul prato verde mi trovo scalzo, mi guardo attorno con lo sguardo perso, cerco la luce, lo faccio al più presto.

Strappo quel velo di sofferenza ridando alla mia anima la sua trasparenza, trasparenza di un bambino: cuore grande, corpo piccino.

Vivo di questo, di un pomeriggio… e pian piano svanisce quel grigio.

  • Una docente

    Congratulazioni a Michele e a tutti gli altri partecipanti del premio Zingarelli. Siete il noatro orgoglio.