Si può fare o meno demagogia, si può enfatizzare un aspetto, si può dire tutto e il contrario di tutto fino a quando al centro non vi è la salute pubblica. Poi è il caso di fermarsi e riflettere, di contare fino a dieci, a venti o anche più.

La puzza, usata – si, usata – a seconda di convenienze del momento, per recuperare qua e la un voto, oggi non è più una semplice questione per fare campagna elettorale. Da alcuni mesi il cattivo odore è costante, aumenta, e i lavori al depuratore – lo dicono gli ingegneri di AqP – non scriveranno la parola fine rispetto alla puzza se non si smetterà di versare nel sistema fognario gli scarti di lavorazione di “certe” aziende agroalimentari.

Nessun allarmismo, «non è il caso di drammatizzare, non è che si muoia di asfissia» dice il Sindaco di Cerignola. Non si muore, però non è neanche il caso di sottovalutare un fenomeno che persiste da mesi. Servono i controlli alle aziende. E’ urgente farli. Senza guardare in faccia nessuno.