Il Museo Etnografico di Cerignola riapre i battenti con il suo patrimonio al completo: tramite una libera transazione, pattuita tra la Diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano ed il prof. Matteo Stuppiello, direttore del Museo, sono stati restituiti alcuni reperti sequestrati nel 2008 in seguito ad una denuncia sporta da parte della stessa Diocesi, ai tempi del Vescovo Di Molfetta, che ne aveva rivendicato la proprietà.

Il sequestro dei reperti aveva innescato tra Stuppiello e la Diocesi un duro (e tristemente noto) contrasto anche per vie legali che riguardò, inoltre, i lavori per la cripta voluta nel Duomo dall’allora vescovo don Felice di Molfetta; controversia che si è risolta in questi giorni con il raggiungimento di un accordo consensuale tra le parti «che ha restituito al museo i beni sequestrati ed attribuito alla Diocesi alcuni di essi, poiché evidentemente provenienti da alcune chiese» come ha dichiarato in esclusiva per lanotiziaweb.it il Vescovo Mons. Luigi Renna, che ci ha incontrato per chiarire lo stato delle cose.

«Questi beni si trovano nel museo poiché alcuni sacerdoti e suore, senza valutarne il valore storico ed artistico, li hanno donati senza l’autorizzazione del Vescovo – ha spiegato Mons. Renna ai nostri microfoni –; il professor Stuppiello ha avuto il merito di collezionarli ma senza autorizzazione, per cui è difficile dire l’attribuzione».

Mons. Renna ha espresso il proprio dispiacere «per le sofferenze che ci sono state da una parte e dall’altra che si sono intrecciate con altre vicende come la questione della cripta del Duomo» ma ha voluto sottolineare come sia stata raggiunta finalmente l’intesa pacifica tra la Diocesi ed il prof. Stuppiello: «lo stesso istituto della libera transazione parla di un atteggiamento di riconciliazione, stima ed attribuzione di a ciascuno il suo».

Il vescovo ha anche espresso il suo parere riguardo la questione della cripta del Duomo, strettamente connessa a questa vicenda: «Io credo che non abbiamo ancora la serenità ed il giusto distacco per comprendere il valore di quello che è stato fatto in un Duomo che ha la sua grandiosità e che Mons. di Molfetta, negli anni, ha cercato sempre più di abbellire. Purtroppo, nel tempo, le relazioni si sono guastate e ciò a portato a misconoscere il valore di determinate cose. Ritengo che il giudizio sulla cripta si potrà dare serenamente solo tra 10-15 anni».

In una città che purtroppo si è ritrovata spesso soffocata dalle polemiche, il fatto che una questione così controversa e sentita dalla cittadinanza abbia trovato finalmente una soluzione pacifica è senza dubbio una buona notizia, ma è giunto il momento di archiviare e guardare avanti. Non a caso, l’invito che Mons. Renna rivolge a tutti è quello di «girare pagina, poiché, di fronte a tanti i problemi che ci sono a Cerignola e nel mondo, disquisire in merito a queste cose significa, citando il Vangelo, colare il moscerino ed ingoiare il cammello: i problemi sono ben altri. E’ necessario ricominciare ad agire come uomini che guardano al futuro e non sono ripiegati sul passato e sulle polemiche».

E’ bene precisare, per dovere di cronaca, che il prof. Stuppiello, interpellato dalla nostra testata sulla questione, ha preferito non rilasciare dichiarazioni in merito ritenendo di «non dover aggiungere altro a quanto detto in queste settimane».