Agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Cerignola, diretto dal Vice Questore Aggiunto Loreta COLASUONNO, hanno scoperto, a Trinitapoli, una struttura assistenziale abusiva nella quale erano ospitate 8 persone anziane, in parte affette da problemi psicofisici e non autosufficienti.

Ai pazienti venivano somministrati farmaci sfusi, privi di confezione originale e, pertanto, non identificabili per tipologia e data di scadenza. La struttura presentava carenze igienico-sanitarie ed organizzative, mancanza di spazi comuni, presenza di barriere architettoniche, fino all’impiego di personale inadeguato al trattamento delle patologie di cui soffrivano gli ospiti, privo di titoli ed in numero insufficiente, tanto che al momento dell’accesso degli Agenti al suo interno era presente un solo operatore. Nella struttura si constatava la totale assenza di tabelle dietetiche per gli ospiti, tra i quali alcuni malati di diabete, per i quali sarebbe stato necessario seguire una dieta prestabilita, e la cucina utilizzata per la preparazione dei pasti era quella dell’abitazione dei gestori.

Sul posto veniva fatto intervenire personale dell’A.S.L di Trinitapoli, Assistenti sociali del Comune di Trinitapoli, personale della Guardia di Finanza e dei N.A.S di Bari, ciascuno per le proprie competenze.

Tutti gli anziani sono stati immediatamente trasferiti in altre strutture autorizzate o presso le rispettive famiglie.

Dalle prime indagini è emerso che ogni anziano pagava una retta di circa 1000,00 (mille) euro al mese per un giro di affari che si aggira intorno ai 100.000,00 (centomila) euro annui.
Il responsabile legale dell’associazione cui faceva capo l’attività abusiva, C.P. classe 1961, e la moglie M.A. classe 1962 sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Foggia.

La struttura, unitamente ad altro materiale rinvenuto, sono stati sottoposti a sequestro probatorio, per un valore complessivo di circa 300.000 euro.

Poiché la struttura in questione risultava essere attiva da almeno quattro anni, e solo nel 2014, a seguito di un controllo dell’A.S.L., i servizi Sociali del Comune di Trinitapoli emanarono

un’ordinanza di chiusura della medesima struttura, problema che risulta essere stato raggirato con l’inserimento, nel nucleo famigliare dei due gestori, di una parte degli anziani ospiti, sono in corso ulteriori indagini per comprendere se P.C. e M.A. abbiano usufruito dell’aiuto di alcuni complici per offuscare la loro illecita attività.