Venerdì 7 luglio, presso “BiBlyos, la Bottega della Cultura”, la scrittrice salentina Antonella Tamiano ha presentato il suo ultimo lavoro intitolato “L’Essenza di Etra”. Un bioromanzo ispirato alla storia del surrealista Alessandro Giorgetti – Alex, nel romanzo –  in cui l’autrice, pittrice e grande esperta di Storia dell’Arte, analizza e descrive l’arte di questo pittore e racconta, tra realtà e finzione, l’incontro e l’attrazione per la giovane Etra che diventerà musa ispiratrice nell’arte e nell’esistenza di Alex, sconvolgendo la sua placida vita di padre di famiglia e portandolo in un percorso trascendentale alla conoscenza di sé stesso.

L’autrice, in esclusiva per lanotiziaweb.it, ha parlato del suo romanzo partendo dalla genesi dell’opera: «Questo romanzo è nato per un progetto, commissionato dall’artista Alessandro Giorgetti, del quale ho cercato di cogliere la personalità attraverso le sue opere». Antonella Tamiano ha spiegato il motivo che l’ha spinta ad abbracciare questo progetto: «Nonostante la titubanza che comportasse dover parlare di una persona che ho conosciuto solo in occasione della presentazione del libro, la mia passione per l’arte e la pittura mi ha convinto ad accettare questa sfida».

Il messaggio che la scrittrice di Novoli vuole comunicarci è chiaro: l’Arte, come sostenevano proprio i surrealisti, è un mezzo privilegiato per conoscere se stessi andando alla ricerca della propria essenza nell’esplorazione dell’inconscio. «L‘Arte, in ogni sua forma -afferma- ci aiuta a conoscerci attraverso un percorso senza però arrivare mai alla perfezione e spingendoci per questo ad una continua ricerca del miglioramento».

Il grande protagonista della storia è senza dubbio l’Eros, impersonato da Etra; e non potrebbe essere altrimenti, dato che ha un ruolo fondamentale in tutta la storia dell’Arte soprattutto nella rappresentazione della bellezza femminile: «La donna è stata raffigurata sempre in maniera diversa ma è sempre stata protagonista (spiega Antonella Tamiano): l’Eros in questo è un elemento fondamentale, è possibile incontrarlo già nelle veneri rupestri in cui le donne venivano rappresentate con dei ventri enormi, simbolo di fertilità e stabilità della famiglia. A partire dall’arte greca la donna viene rappresentata sempre più come entità eterea, sino a giungere alle veneri di Tiziano e Giorgione in cui è evidente l’elemento erotico che diventa predominante nei secoli successivi, come ad esempio nell’Olympia di Manet».