Metteva a segno rapine ad autotrasportatori in sosta o in transito nelle aree di servizio sulla tratta autostradale della A/14 e della A/16 la banda fermata questa mattina dagli agenti della Polizia stradale di Bari sud, in collaborazione con i colleghi del Compartimento e quelli delle sottosezioni autostradali di Trani e Vasto (Chieti).

Undici persone, tutte originarie di Andria e Cerignola, sono state arrestate con l’accusa di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di furti pluriaggravati, rapine, ricettazioni, danneggiamento e uso illecito di apparecchi per intercettare comunicazioni delle forze di polizia. In particolare sono nove le persone in carcere, uno agli arresti domiciliari e due con obbligo di dimora.

Le indagini, iniziate lo scorso agosto dopo un assalto a un mezzo pesante fermo in un’area di sosta a Bisceglie, hanno consentito ai poliziotti di raccogliere vari indizi sulla responsabilità del gruppo criminale in riferimento alle rapine ad autotrasportatori, anche stranieri, sulla tratta autostradale. I reati sono stati commessi non solo in autostrada, in Puglia, Campania, Molise e Abruzzo, ma anche in strade vicine in sedi di aziende commerciali e, in un caso, in un un deposito di Modugno, dove sono stati sottratti materiale informatico e farmaci per svariate centinaia di migliaia di euro. I furti avvenivano quasi sempre mentre i mezzi erano nelle aree di sosta e gli autisti dormivano. Solo in due casi questi si erano accorti di quanto stava accadendo e i banditi in un caso hanno dovuto anche fare ricorso alle armi. In tutto sono più di venti i casi accertati.

La meticolosa pianificazione dei reati ha consentito all’organizzazione criminale, che utilizzava mezzi da carico rubati e riciclati anche con l’utilizzo di targhe false, di appropriarsi di merci di varia natura, tra cui pneumatici, calzature, alimentari, farmaci, materiale informatico ed altro, per un valore prossimo al milione di euro. L’associazione, durante le fasi culminanti delle rapine, usava apparati ricetrasmittenti e scanner utilizzati per captare le comunicazioni radio in uso alle forze di polizia, nonché utenze telefoniche attivate a nome di persone inesistenti.

In carcere sono finiti Giuseppe Ruggiero, Felice Carbone, Nicola Lopetoso, Mauro Di Palma, Savino Scarcelli, Savino Di Trani, Antonio Acquaviva, Giuseppe Palumbo e Giuseppe Posto. Ai domiciliari Nicola Fucci. Obbligo di dimora per Luigi Gentile di Cerignola, un altro ofantino è ancora ricercato.

 

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