“Da ex studente della scuola agraria di Cerignola, non posso che associarmi a quanti in queste ore stanno esprimendo dissenso alle scelte dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Metta. Ritengo che questa decisione vada rivista e rivalutata, non si può immaginare di buttare via una storia lunghissima, fatta di grandi innovazioni che tanto hanno dato alla Capitanata”. E’ quanto afferma il segretario provinciale della Cgil di Foggia circa gli atti amministrativi del Comune del Basso Tavoliere che puntano ad alienare terreni in gestione all’Istituto Agrario Pavoncelli per trasformarli in suolo edificabile.

“Una scuola che già negli anni passati ha visto pian piano ridurre gli spazi a disposizione per le attività didattiche volte alla sperimentazione, basti ricordare com’era in un passato recente – almeno fino al 1989, ricorda Calamita – e cosa è oggi per rendersi conto di quanta superficie è stata pian piano sottratta, un depauperamento continuo e costante che ora vede il culmine”.

Se un’innovazione vi è stata in questi anni “è soprattutto grazie alle sperimentazioni che l’istituto è stato in grado di implementare, quando il territorio era indietro anni luce rispetto a tecniche che oggi sono usuali ed impercettibili. Solo per citarne alcune: l’impianto a goccia sui vigneti, i sistemi di allevamento dei fruttiferi, i sesti di impianto intensivi sugli olivi, le coltivazioni in serra con sistema fuori suolo e poi sistemi innovativi di vinificazione, di allevamento zootecnici. Una scuola che insieme all’ex Torre di Lama hanno dato tantissimo all’agricoltura attuale, ove la didattica si reggeva sulle esperienze in campo, sull’insegnare materialmente agli studenti cosa fare, come fare e quando fare, in un’idea dinamica dell’agricoltura del futuro”.

“Ritengo che di spazi per implementare servizi sportivi per la cittadinanza ve ne siano – conclude Calamita – senza andare a discapito di una realtà storica che rappresenta una eccellenza per un settore e per l’intera Capitanata. Mi associo alla vicinanza al corpo docente, didattico e a tutto il corpo studentesco cosi come al sentimento di disappunto che molti stanno esprimendo in queste ore. Rivolgo un accorato invito all’Amministrazione Comunale di rivedere questa scelta”.

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