Una lettera aperta, quella che Elena Gentile, europarlamentare cerignolana del Partito Democratico ha scritto ai Ministri Fedeli, Minniti e Martina, rispettivamente Istruzione, Interni e Agricoltura, per raccontare la questione dell’alienazione di alcuni terreni dello storico istituto scolastico per costruirci un Palazzetto dello Sport. Di seguito la lettera in versione integrale.

Gent.mi Ministri

L’istituto Tecnico Agrario “Giuseppe Pavoncelli” di Cerignola è presente da oltre cento anni nella mia città, tra le maggiori e migliori testimonianze  dello sviluppo che nel ‘900 hanno interessato il centro ofantino e la Capitanata, la stessa terra che l’ 11 agosto 1892 diede i natali a quella immensa figura dal punto di vista umano e sindacale che fu Giuseppe Di  Vittorio.

L’istituto è il segno della forte vocazione agricola del territorio, della sua storia, ricca di battaglie per i diritti dei braccianti e d’innovazione nel campo del lavoro e dell’impresa agricole. L’edificio fu  realizzato successivamente ad un lascito del 1868 di Anna Maria Raffaella Manfredi, vedova Pignatari, il cui testamento nominava il Comune erede unico. L’amministrazione comunale ritenne di realizzare una scuola che formasse tecnici specializzati nel campo agricolo, e come si può leggere dal sito dell’Istituto, “dopo attenta analisi si addiveniva alla scelta del fondo in località San Martino che venne acquistato dai proprietari che aderirono volontariamente alla vendita dei terreni, per ha (ettari) 24.02.77 di cui ha 7.21.97 permutati con il conte Pavoncelli – altro personaggio di straordinaria importanza per la storia del Mezzogiorno d’Italia-  con altro fondo”.

I lavori di costruzione dell’edificio, su progetto dell’architetto Giuseppe Pisanti, iniziarono il 6 novembre 1885 e si conclusero quattro anni dopo.

La scuola divenne operativa dal 1891, anno in cui iniziarono i corsi della Regia Scuola Pratica di Agricoltura. Con decreto ministeriale dell’8 maggio 1937 la Regia Scuola Tecnica Agraria veniva intitolata all’onorevole Giuseppe Pavoncelli e raggiunse la sua attuale nomenclatura nel 1941, anno in cui divenne Istituto Tecnico Agrario. Tra gli anni sessanta e cinquanta del secolo scorso l’Istituto è diventato punto di rifermento, tra gli Istituti Agrari più importanti d’Italia, per via dell’introduzione di innovazioni e cambiamenti nel campo della zootecnia, della chimica, della meccanica e della topografia.

Signora Ministra e Signori Ministri, quella dell’I.T.A.S. “Pavoncelli” è come potete leggere, quindi, una meravigliosa storia di un pezzo di mezzogiorno che ha voluto innovare, portando a sviluppo la sua ricchezza più viva e forte per cultura e valori, quella della terra.

Oggi sono qui a scrivervi perché questa storia è in serio pericolo. Il Comune di Cerignola, con propria deliberazione di Giunta Comunale n. 54 del 27.02.2017, ha inserito nel piano delle alienazioni un fondo di complessivi mq. 10.000, al fine di realizzare attraverso l’istituto della permuta con altro fondo, un palazzetto dello sport.

Con deliberazione di Giunta Comunale lo stesso Ente approvava il progetto esecutivo e integrava in consiglio Comunale il Piano delle Alienazioni procedendo spedito verso questo sfregio a questo pezzo di storia del meridione l’Italia. Un centro commerciale e un Palazzetto da realizzarsi sui terreni dell’Istituto Agrario Pavoncelli.

I fondi, ove il Comune di Cerignola intende realizzare le strutture, sono a tutt’oggi utilizzati dall’Istituto Tecnico Agrario “Pavoncelli”, che ne ha il possesso e lo utilizza per l’espletamento delle proprie attività didattiche. A questo va aggiunto che a seguito di controversia insorta tra l’Istituto Tecnico Agrario “Pavoncelli” ed il Comune di Cerignola, il Tribunale Civile di Foggia, attestava che il medesimo Comune era titolare di contratto di enfiteusi. Con il predetto contratto di enfiteusi il Comune di Cerignola si impegnava, inoltre, a destinare i fondi agricoli oggetto di contratto (fra cui quello oggetto di alienazione per la realizzazione dell’impianto sportivo) agli scopi della scuola pratica di agricoltura. Lo stesso Comune destinava, quindi, i fondi agricoli derivanti dal predetto contratto di enfiteusi agli scopi didattici dell’ITAS Pavoncelli.

Il 17.09.1999, in attuazione del comma 1 dell’art. 8 della L. n. 23/1996, il Comune di Cerignola stipulava con la Provincia di Foggia un atto di convenzione, il cui articolo 1 espressamente prevede che il Comune di Cerignola trasferisca in uso gratuito ed a tempo indeterminato i fabbricati scolastici utilizzati quali sedi dell’ITAS “Pavoncelli”, indicando le particelle dei fondi destinati all’attività scolastica. In seguito alla stipula di tale convenzione, la Provincia di Foggia acquisiva il titolo di possesso gratuito dei fondi agricoli sui quali il Comune di Cerignola vorrebbe realizzare impianto sportivo e centro commerciale.

Come se tutto ciò non bastasse vi aggiungo, Signora Ministra e Signori Ministri, che uno dei fondi interessati dalla permuta e sul quale dovrebbe sorgere proprio il centro commerciale, è al momento occupato dalla sperimentazione sulla “cultivar spagnola” e ospita l’uliveto intensivo più vecchio di Puglia, finanziato dalla Comunità europea, a conferma ancora una volta della storia di questo Istituto da sempre capace di innovare nella tradizione.

In sfregio, quindi, a qualsiasi norma e convenzione il Comune di Cerignola sta andando avanti. Della vicenda è stato informato Sua Eccellenza il Prefetto di Foggia ed è stata indirizzata una diffida ad agire al Presidente della Provincia di Foggia, fino a questo momento incapace di tutelare il patrimonio dell’Ente che, come avete avuto modo di leggere, è possessore dei fondi destinati alle attività didattiche e di ricerca dell’ITAS Pavoncelli.

Gent.mi Ministri, sono qui oggi a scrivervi per chiedere un vostro intervento affinché sia fermata questa volgare manovra speculativa, a tutela di uno dei beni più preziosi di questo territorio. Questo luogo di cultura e storia, dove i ragazzi della Capitanata e del Nord Barese imparano a valorizzare l’amore per la terra e a renderlo mestiere, motivo di vita, non può essere sfregiato dalla logica cementifera di chi vuole non solo offendere il passato ma soprattutto precludere un pezzo di futuro e innovazione alla Capitanata. La terra e le ragazze e i ragazzi che con spirito di sacrificio l’accudiranno, la lavoreranno, sono i beni più preziosi per questo pezzo di Sud. Sono sicura che grazie anche al vostro intervento questa Storia continuerà con la stessa forza e lo stesso vigore che l’hanno contraddistinta fino ad oggi.

On. Elena Gentile
Eurodeputata