In un paese dove i fatti di criminalità sono all’ordine del giorno, la nuova frontiera del furto nelle campagne assume tratti di novità assoluta. Se un tempo si rubavano attrezzi e prodotti, adesso tocca anche all’uva, seppur di difficile raccolta ed estremamente delicato.

Nell’agro cerignolano la coltivazione delle viti con impianti a “tendone” è infatti interessata in questi giorni da furti piuttosto insoliti; non taglio di grappoli ma acini strappati a mano. Un bilancio disastroso per diversi vigneti in contrada San Vito e in Zona Torre Quarto che ha interessato circa 2000 quintali di prodotto secondo le stime di Coldiretti, Cia e Confagricoltura.

Dalle prime ricostruzioni pare che i malviventi si introducano nei vigneti armati di tinozze e fanno razzia d’uva rubando e danneggiando gli impianti di produzione. I furti avverrebbero nel pomeriggio e nelle ore notturne e sarebbero effettuati da gente poco esperta, considerati anche i danni alle piante e agli impianti.

Secondo alcuni agricoltori cerignolani è piuttosto chiaro che si tratti di lavoratori non troppo pratici, probabilmente stranieri – ipotizzano – che si introducono con furgoni nelle campagne per far razzie. «Mentre lo scorso anno c’era richiesta di personale, quest’anno le belle giornate hanno permesso di raccogliere con tranquillità ed utilizzare solo manodopera locale – affermano i braccianti -. Così molti lavoratori stranieri senza lavoro si vedono costretti ad arrangiarsi come possono».

Per le associazioni di categoria «questi episodi sono da condannare, così come sono da condannare tutte quelle cantine che hanno eventualmente acquistato tale prodotto. In un momento in cui c’è un gran numero di finanzieri a lavoro in città, chiediamo di intensificare i controlli. Chi ha acquistato sottocosto un prodotto rubato deve essere punito».

Ma la preoccupazione in una situazione come questa, che sta interessando anche Stornara e San Severo, va al futuro; presto potrebbe infatti toccare alle olive da tavola, per le quali si annunciano già alte quotazioni. «Esiste una legge giusta contro il caporalato che tutela i lavoratori – dicono dalla Coldiretti -. Chiediamo che si tutelino anche gli imprenditori agricoli, quelli onesti. Vogliamo si spinga sulla legge contro le sofisticazioni, purtroppo ferma in parlamento. Sarebbe un buon deterrente». E aggiungono dalla Cia: «vigneti flagellati e mortificati non sono l’unico pericolo. Anche gli agricoltori operano in un clima di totale insicurezza». «Chiediamo più controllo. Il contributo della Forestale in questo territorio – dicono da Confagricoltura – potrebbe risultare più che mai importante».

Intanto sono diverse le denunce depositate dalle vittime di furti presso Polizia e Carabinieri. A spaventare non è il furto in sé ma l’insolita modalità di attuazione e la possibilità di estensione di tale pratica ad altre colture.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno

  • Legionario

    Tra un po verranno a rubarci anche la carta igienica da dentro i bagni… -.-“