Terza ed ultima giornata per la Fiera del Libro 2017, che, anche nel suo appuntamento conclusivo, ha offerto un programma ed ospiti di spessore. Come di consueto, in mattinata gli appuntamenti dedicati alle scuole con la presentazione dei libri “Gli stickers della Divina Commedia” – a cura del prof. Trifone Gargano – e “L’ultima missione” di Enrico Roca; a seguire la consegna dei premi e degli attestati di partecipazione per le classi della scuola dell’infanzia e primaria.

Nel pomeriggio la testimonianza di Gianpietro Ghidini dell’associazione “Pesciolino Rosso” che ha presentato il volume “Lasciami volare. Dialogo per la i figli”, cui hanno fatto seguito la presentazione de “Attentato al piccolo principe. Un’indagine per True detective” – opera satirica del giornalista ed autore Adelmo Monachese – e la consegna di premi ed attestati per le scuole medie e superiori.

In serata è arrivato il momento del grande ospite di quest’ultima giornata, il conduttore radio e tv – nonché concittadino – Savino Zaba, il quale, nell’intervista rilasciata a lanotiziaweb.it, ha innanzitutto espresso parole di encomio per Fiera del Libro, un’iniziativa che anima il panorama culturale della “sua” Cerignola: «Bisogna fare davvero un applauso a chi ha organizzato questo evento, perché è importante accendere i riflettori sui libri, sulla cultura e sulla lettura coinvolgendo sempre più i ragazzi ed i giovani».

Zaba, dialogando con Natale Labia, ha presentato alla pubblico delle Officine Fornari la sua ultima fatica letteraria intitolata “Parole, parole… alla radio”; un saggio storico-linguistico in cui il conduttore cerignolano analizza l’evolversi della radio ponendo particolare attenzione al linguaggio radiofonico cui, ci spiega, gli esperti prestano sempre più attenzione: «Sin dalla sua comparsa negli Anni Venti gli studiosi si sono interessati a questo strumento, la cui ‘magia’ consiste nel poter comunicare prescindendo dal senso della vista. D’altronde – prosegue Zaba – il linguaggio radiofonico è stato la prima forma di linguaggio non ‘ faccia a faccia’, il cosiddetto “parlato scritto”, con uno speaker che si rivolgeva in maniera unidirezionale ad un pubblico in ascolto».

Per offrirci uno spaccato esaustivo e completo di quello che è l’immenso universo radiofonico, l’autore dialoga con alcuni suoi colleghi – Carlo Conti, Linus e Zap Mangusta solo per citarne alcuni –, in particolar modo con colui che ha rivoluzionato la radiofonia italiana, il grande Renzo Arbore, il quale firma la prefazione di questo libro: «In queste pagine Renzo racconta delle sue avventure, o, come le chiama lui, ‘scorribande’ nella radio degli Anni ’70. È sicuramente il grande guru della radiofonia italiana con cui condivido parecchie cose, tra cui le origini e la passione per questo mestiere».

Secondo Savino Zaba, nonostante l’apparente predominanza della televisione e dei social, la radio gode in un ottimo stato di salute: «Ogni giorno 36 milioni di italiani si sintonizzano e possono godere di una programmazione di buona qualità. Si possono ascoltare più radio in diverse maniere, soprattutto grazie al web. Tuttavia – ci spiega il conduttore radiofonico –  a livello di network spesso si avverte un appiattimento dell’offerta soprattutto nei programmi musicali, ma la radio c’è ed è in buona salute… il medico non è ancora arrivato!».

Zaba ha infine esortato i giovani a non avere paura di intraprendere la strada della carriera radiofonica, come lui fece proprio a Cerignola nel lontano 1987 con “Radio Arcadia”: «Se ce l’ho fatta io, può farcela chiunque altro – scherza col pubblico Zaba che però mette in guardia dal pensare che si tratti di un gioco – Con l’improvvisazione non si vada da nessuna parte: per farsi strada in questo mondo è necessario, oltre al fuoco sacro che si porta dentro, tanto studio, curiosità, caparbietà e, quando serve, anche una buona dose di fortuna».

Al termine della presentazione, il momento musicale conclusivo affidato a Francesco Di Bella, cantautore partenopeo ex front man dei “24 Grana” che ha portato sul palco delle Officine Fornari il suo album solista “Nuova Gianturco”. Un sound che unisce sonorità mediterranee, dub e pop-rock urbano che ha guidato il pubblico delle in un viaggio attraverso i luoghi, i colori e le storie del quartiere periferico Gianturco. Di Bella racconta una ‘nuova periferia’ che nelle liriche diventa il sinonimo del desiderio di rivalsa degli esclusi dalle ferventi dinamiche della città.

Cala così il sipario sull’ottava edizione della Fiera del Libro, dell’editoria e del giornalismo che, come ha commentato ai nostri microfoni Rossella Bruno, presidente di “Oltre Babele”, si conclude con un bilancio complessivo più che soddisfacente: «Un’edizione da record sia in termini di presenze che di acquisto di libri. Abbiamo centrato l’obiettivo di fare avvicinare Cerignola ai libri e per questo siamo molto soddisfatti». 

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