Si è consumata nella serata di venerdì l’ennesima tentata aggressione a danno di operatori del Pronto Soccorso presso l’ospedale di Cerignola. Una donna novantaduenne, dimessa il giorno precedente dopo nove giorni di ricovero, è giunta al Pronto Soccorso, accompagnata dall’ambulanza del 118. Dopo averla visitata, la dottoressa in servizio, che già ne conosceva il quadro clinico, non ha ritenuto necessario il ricovero essendo la paziente in condizioni stabili. Non soddisfatti della diagnosi, i familiari hanno minacciato e tentato di aggredire fisicamente la dottoressa e l’infermiere arrivato in suo soccorso. Il sopraggiungere di due ausiliari e della guardia giurata ha scongiurato conseguenze peggiori. Intanto la Direzione Strategica, intanto, ha garantito che l’Azienda fornirà tutte le tutele legali e si costituirà parte civile nell’eventuale procedimento a carico degli aggressori.

CONDANNA DELL’ASL  «Si tratta – ha detto il direttore generale dell’ASL Foggia Vito Piazzolla – dell’ennesimo, gravissimo episodio, assolutamente ingiustificato che non può non trovare la ferma condanna di tutti. È inaccettabile – ha concluso il Direttore Generale – che personale sanitario, chiamato a svolgere una delicata funzione al servizio della tutela della salute, debba temere continuamente per la propria incolumità. Il mio ringraziamento va alle forze di polizia per l’intervento come sempre tempestivo. Auspichiamo, tuttavia, una presenza fissa che possa garantire la giusta tranquillità agli operatori. Ne ho fatto richiesta al prefetto la scorsa settimana. Tornerò a farlo in un incontro che avremo a breve. Il mio intento è rasserenare il personale in quanto stiamo facendo tutto il necessario per scongiurare il ripetersi di tali aggressioni».

I PRECEDENTI Di tentate e consumate aggressioni in passato ce ne sono state diverse, alcune denunciate e altre no. Parlano di «avamposto di frontiera» gli operatori che riferendo di tentate aggressioni sostengono si tratti di «fatti all’ordine del giorno». Episodi  eclatanti recenti si ricordano a febbraio e dicembre del 2016. Unanime la richiesta di un presidio di Polizia fisso al Tatarella. Nel giugno del 1989 nell’allora Ospedale Tommaso Russo un paziente uccise il dottor Francesco Paolo Ferruccio e in seguito fu istituito un posto di polizia che durò fino a metà degli anni ’90, salvo poi esser chiuso per carenza di organici.

SOLIDARIETA’ DEL SINDACO METTA «La mia più piena solidarietà a tutti gli operatori del Pronto Soccorso, agli ausiliari, ai medici, agli infermieri, a quanti ogni giorno sono costretti a lavorare nel timore di subire aggressioni verbali e fisiche – ha detto Metta -. Mi associo pienamente alle dichiarazioni del Direttore Generale della ASL Vito Piazzolla. Ma non basta esprimere solidarietà, occorre mettere un freno a questa situazione che, giorno dopo giorno si aggrava. Scriverò al Prefetto di Foggia, al Questore perché ritengo ormai insostenibile questa situazione la cui causa è da annoverare alla totale assenza di un presidio di Polizia di Stato all’interno del nosocomio. Il “Tatarella” non è diverso dagli altri nosocomi e gli operatori hanno diritto di essere tutelati»

2 COMMENTI

  1. Vi siete chiesti perche?
    IL PRONTO SOCCORSO NON FUNZIONA,
    IL PERSONALE NON È IDONEO,mettono dei ragazzini che chiamano dottori , ma non sono all altezza di svolgere tali MANSIONI /RESPONSABILITA,.
    Qui parliamo della salute delle persone .
    Chi parla a sproposito difendendo il personale dell’ospedale è mai stato al pronto soccorso?
    Se per sfortuna vi capita di andare sappiate che anche per una flebo dovete aspettare dalle 6 o 7 ore su un lettino con altri 20 pazienti, prima che vi visitano.
    Il PERSONALE DEVE ESSERE CAMBIATO, CI VOGLIONO PERSONE COMPETENTI, QUELLI CHE REALMENTE SI CHIAMANO DOTTORI , no ragazzini alle prime armi, qui non siamo dal meccanico che se non va bene la macchina ripassiamo il giorno dopo, questa si chiama SALUTE.
    Ecco qual’è la causa delle aggressioni!
    Non so perche quei ragazzini si trovino li, forse per bravura (ma non credo) o probabilmente sono stati raccomandati(impicci politici) , ma pur sempre incompetenti.
    Il dirigente piazzolla e il sindaco metta prima di parlare e pregato di constatare personalmente l’operato del pronto soccorso. A PARLARE È FACILE
    Detto questo voglio darvi un cosiglio, se vi capita un qualsiasi malore andate direttamente in un altro ospedale che fate prima, altrimenti morirete sulla barrella aspettando che vi visitano.

    • Purtroppo il problema delle lunghe attese non è solo dell’ospedale di Cerignola. Io vivo da decenni ormai fuori città e mi sono spostato per lavoro negli anni in diverse regioni quali Piemonte, Abruzzo, Marche e ora in Lombardia: tutte tranne per la Lombardia (che la sanita funziona abbastanza bene) se vai al PS devi aspettare dalle 9 alle 11 ore per essere visitato per il continuo arrivo di ambulanze o codici rossi. Questa è l’Italia non solo Cerignola. Quindi mettiamoci l’anima in pace e usiamo quanto più possibile i medici di famiglia e le guardie mediche che si fa prima e meglio!

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