Si è tenuto nel tardo pomeriggio di venerdì 29 settembre, presso l’Istituto Tecnico Economico “Dante Alighieri” di Cerignola, il convegno «Al crocevia della storia – la romanità del territorio». L’evento è stato promosso dal locale Club UNESCO, coordinato dal presidente Domenico Carbone, ed ha visto come relatori il professor Gioacchino Albanese (dirigente scolastico, studioso di storia locale ed autore di diverse pubblicazioni a carattere storico) e la professoressa Angela Dipasquale (dottore di ricerca presso l’Università di Foggia e docente di Lettere dell’I.C. “Carducci-Paolillo” di Cerignola).

Il convegno, che ha avuto luogo presso l’Aula Magna dell’Istituto di via Giovanni Gentile, è stato preceduto dall’inaugurazione di una mostra fotografica e dall’esposizione di una riproduzione fededegna del miliare LXXXI – il monumento popolarmente conosciuto come “Titolo di Moccia” – dell’artista locale Pasquale Bufano. Prima della lectio, il professor Albanese ha gentilmente rilasciato alcune dichiarazioni a lanotiziaweb.it: «Il motivo particolare per cui siamo oggi qui è dovuto al fatto che le nostre epigrafi – perché sono esposte fuori o perché sono conservate male – sono andate in degrado e allora vogliamo attivare una sensibilità, sia a livello ufficiale di Amministrazione e sia nei riguardi dei cittadini che devono imparare a riconoscere cosa possa servire a salvare quei monumenti che sono molto preziosi». Il focus del professore si sposta sul miliare LXXXI: «È stato ritrovato nei pressi di Cerignola ed è importante perché si tratta di un miliare della Via Traiana (risalente al 108-110 d.C., ndr), il cui promotore della costruzione fu l’imperatore Traiano. Parliamo di una strada parallela alla Via Appia, promossa perché consentiva, in caso di movimento di truppe, una giornata di percorso in meno per arrivare fino a Brindisi». Giunge, quindi, l’appello alla salvaguardia: «Sono fondamentali custodia, conservazione e tutela. Il miliare LXXXI si sta sbriciolando e c’è il rischio che, da un giorno all’altro, si spacchi. Occorre una tutela particolare, sempre con il permesso della Sovraintendenza, che faccia sì che finisca in un ambiente protetto perché non può più stare all’aperto».

L’incontro – aperto dal dirigente scolastico Salvatore Mininno, che ha fatto gli onori di casa, dai saluti istituzionali dell’Assessore alla cultura Raffaella Petruzzelli, e supportato dal fondamentale contributo grafico del fotografo Giuseppe Cormio – entra nel vivo con la professoressa Angela Dipasquale che porta alla luce i frutti del «ritrovamento a circa 10 km dal nucleo abitato di Cerignola di quattro attrezzi da telaio in terracotta all’interno di una tomba rinvenuta in località Lupara. Ciò attesta che la tessitura fosse una tecnica ampiamente conosciuta. La vita quotidiana dalle nostre parti – prosegue la docente – doveva svolgersi in maniera identica, nelle abitudini lavorative, a quella dell’Antica Roma. Le tecniche di lavorazione artigianale risentivano però dei maestri greci, da cui i romani hanno preso molto». Come in una sorta di staffetta, la parola passa al professor Albanese che esordisce dicendo: «Cerchiamo di stemperare un po’ il titolo che abbiamo dato al convegno, andandone a cercare il risvolto pratico. Se l’avessimo chiamato “Passeggiata storico-archeologica” avremmo potuto immaginarci nei panni di accompagnatori di chi viene da fuori a visitare ciò che della romanitas abbiamo e sappiamo, avviare un processo di valorizzazione di quello che abbiamo».

Lo storico nostro concittadino torna a puntare la sua attenzione sulle pietre miliari traiane, definendole come un “brand” dell’imperatore esteso lungo 84 miglia. E sullo stesso dichiara: «Traiano era un imperatore con una specifica mentalità. La Via Traiana venne costruita prima del Foro e della Colonna Traiana. Questa strada fu all’origine di un suo particolare progetto, un’operazione fatta con la sua mentalità di militare». Per ciò che concerne più da vicino il nostro territorio, il professor Albanese sottolinea che «il tratto della Via Traiana Canosa-Ordona rappresenta la sintesi di tutte le dieci epigrafi che abbiamo a Cerignola. E secondo Teodoro Kiriatti (medico, appassionato di storia locale, ndr), che scrisse un libro sulla nostra città nella seconda metà del Settecento, il miliare LXXXI fu trovato vicino l’Osteria del Duca, dove attualmente si trova. Lo stesso Kiriatti, però, riferisce di aver saputo che la sua collocazione originaria era nei pressi del Convento dei domenicani». A questo punto, torna ad intervenire la professoressa Dipasquale che testimonia i risultati dei suoi studi sulle Vestali, antiche sacerdotesse il cui servizio aveva durata trentennale, e sul culto della Dea Bona: «Ogni anno, la prima settimana di dicembre, aveva luogo una festa con riti di esclusiva pertinenza femminile. Vi erano ammesse le sacerdotesse della Dea Vesta, il cui culto aveva caratteristiche molto simili a quelle della Dea Bona. Si vestivano con abiti di colore bianco, il colore della divinità. Il modo di vestire dei romani – conclude la ricercatrice – ne indicava l’appartenenza sociale».

Il convegno fa emergere un ritratto storico del nostro territorio molto animato, da più punti di vista, da quello militare a quello economico. La Via Traiana, nata per finalità belliche, finì per diventare un importante canale di commercio verso il Mediterraneo: basti pensare alla transumanza. Il professor Albanese tiene a sottolineare come Cerignola abbia origine ecclesiastica, poiché una parte del clero di Canosa si staccò per giungere dalle nostre parti. La celebre leggenda popolare del quadro raffigurante la Madonna di Ripalta – e dell’antagonismo con Canosa – è un modo per legittimarsi in questo senso. E il perché sia fondamentale tener vivo l’interesse per la nostra storia e come mai le testimonianze epigrafiche, quelle delle cosiddette “pietre parlanti”, debbano starci a cuore, ce lo spiega Gioacchino Albanese in conclusione: «Dovremmo capire che esse, le testimonianze lasciateci dai nostri antenati, sono la nostra “patente di nobiltà”: la nostra identità dipende anche da loro».

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  • Trio Carbone

    ma Carbone ste a tott i pezz? Un infiltrato in ogni cosa? Fa la sua Resistenza, non si vuole togliere dai piedi lasciando spazio a chi ne sa più di lui. Niente. Non si riesce a trovare il modo. Non ci sono delle sagrestie in cerca di sagrestano, chissà u feccom ghend a pulzè i cannelir?