Novità importanti per Sia, per la gestione dei rifiuti e per il ruolo della discarica di Forcone-Cafiero. Si annunciano sotto voce e giungono direttamente da Bari, dove Gianfranco Grandaliano con Michele Emiliano e Franco Metta stanno immaginando il futuro per Sia e per la sua impiantistica.

Se da un lato pare rientrata la fuga dall’ARO dei comuni della Bat con il sindaco di Trinitapoli che durante l’ultima assemblea di consorzio ha dichiarato di voler “restare” con Cerignola e Cinque Reali Siti, la direzione è quella di accelerare al massimo sull’impiantistica: leggasi biostabilizzazione – oggi in stop dopo la revoca per l’autorizzazione all’esercizio – e sesto lotto. Non lo dice nessuno ma la discarica di Grottaglie – dove scaricano oggi i comuni serviti da SIA – è prossoche esaurita, così come ha garantito vita breve anche il nuovo impianto di smaltimento individuato nel brindisino.

«Per quanto riguarda la biostabilizzazione c’è la consegna la prossima settimana delle prime otto celle, mentre le altre otto ce le consegneranno al 20 dicembre – fa sapere Metta -. Per il compostaggio invece la regione ha aumentato la disponibilità di 4 milioni di euro del 50%, quindi 6 milioni di euro in tutto. Una cifra che ci permette di pensare ad una progettazione esecutiva. In ultimo per il mutuo ci hanno richiesto una ulteriore certificazione dell’entità dei flussi che prevediamo in discarica».

Vision positiva di Metta, nonostante le mille difficoltà non dette di Sia, ma anche un’accelerata importante sull’ingresso nella società di Regione Puglia. «In un prossimo incontro con Grandaliano – racconta il primo cittadino di Cerignola – capiremo in che misura la regione entrerà nel capitale sociale di Sia. Sappiamo già gli importi, ovvero un milione di euro, il 33% circa. Ma bisogna capire come, se con una riduzione delle quote o se con un aumento di capitale. La visione di Emiliano – prosegue – è “non essere condizionati da discariche private”. Il Presidente vorrebbe in puglia tre discariche pubbliche, una a nord, una al centro e un’altra a sud. In questo Cerignola assume un ruolo strategico».

In atto un incontro tra consorzio e vertici regionali per comprendere i dettagli dell’operazione orchestrata a più mani. «Io vedo personalmente una società regionale che assume il 49% di Sia – fa sapere Metta -, restando tuttavia Sia di proprietà del consorzio dei comuni». Una progetto che incontrerà le critiche di chi non vorrebbe di fatto cedere alle volontà baresi il patrimonio cerignolano, omaggiando l’intera regione di un importante nuovo lotto dove scaricare rifiuti. Di contro il consorzio che vede questa come unica soluzione plausibile e possibile. Al centro il futuro di Sia, che resta un patrimonio vittima dei flussi di cassa sempre fluttuanti, delle debitorie e degli sprechi. Nodo da sciogliere resta il ruolo di Regione Puglia. Immaginare un sesto lotto rifugio delle emergenze pugliesi è un rischio che dovrà essere scongiurato.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno