L'Aula di Montecitorio durante l'esame della riforma della legge elettorale nell'aula della Camera, Roma, 10 ottobre 2017. ANSA/ETTORE FERRARI

Ha ottenuto il prima ok alla Camera, il Rosatellum bis, con 375 voti favorevoli e 215 contrari, superando anche il rischio dei franchi tiratori nelle votazioni a scrutinio segreto.  Ora la legge passa al Senato per l’approvazione definitiva.

Ma cosa prevede questa legge? Il Rosatellum Bis prevede un sistema elettorale misto, con il 36% dei seggi assegnati con il modello maggioritario e il 64% con quello proporzionale. Il maggioritario prevede che 231 seggi alla Camera e 116 seggi al Senato vengano assegnati tramite i collegi uninominali, nei quali vince il candidato che ha ricevuto più voti. Gli altri seggi vengono assegnati con il metodo proporzionale in collegi plurinominali e i listini saranno composti, da 2 a 4 candidati ognuno. Per essere attribuiti valgono i risultati conseguiti a livello nazionale tra le liste (anche coalizzate) che hanno superato la soglia di sbarramento del 3% (10% per le coalizioni).

Cosa si torverà sulla scheda elettorale? Al momento del voto, l’elettore si troverà di fronte una sola scheda con il nome del candidato nel collegio uninominale e sotto i simboli dei partiti della coalizione che lo appoggiano, ognuno accompagnato dai nomi del listino proporzionale del singolo partito. L’elettore sceglierà il candidato uninominale che preferisce e dovrà barrare il simbolo del partito della coalizione che lo appoggia a cui vuole destinare il suo voto proporzionale. Se decide di barrare soltanto il nome del candidato al collegio uninominale, senza scegliere nessuna delle liste che lo appoggiano, il suo voto sarà distribuito in maniera proporzionale a seconda di quanti voti hanno ricevuto le varie liste della coalizione. Non è ammesso il voto disgiunto, cioè votare un candidato al collegio uninominale e una lista diversa da una quelle che lo sostengono. L’elettore quindi avrà un solo voto a disposizione.

La legge è stata proposta dal PD, ed è appoggiata anche da Forza Italia, Lega Nord e dai centristi della maggioranza, come Alleanza Popolare. Non piace invece al Movimento 5 Stelle, a MDP, FDI e Sinistra Italiana-Possibile. Si attende per sapere se la legge passerà anche al senato: in tal caso le urne saranno vicine. Anzi, vicinissime.

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