«Nel 1914, a Parigi, un gruppo di giovani americani di buona volontà, che si trovava in Europa per ragioni di studio, ha deciso di improvvisare letteralmente un servizio di autoambulanze per salvare le vite delle persone che erano al fronte. Questa iniziativa, così originale in un’epoca dove non esistevano autoambulanze militari, ha dato origine a un movimento a cui hanno partecipato migliaia di persone, continuato durante le due guerre, trasformato nel 1946 in un movimento per la pace attraverso incontri internazionali di giovani».

È così che Roberto Ruffino illustra quei primi passi che hanno successivamente ispirato l’istituzione di Intercultura, la onlus nata in Italia nel 1955 e della quale è segretario generale. Nella fattispecie, quella sorta in pieno primo conflitto mondiale è un’organizzazione umanitaria conosciuta come American Field Service (AFS, Servizio da Campo Americano) e che di lì a poco sarebbe passata a svolgere volontariato anche in campo educativo, oltre quello sanitario. Una volta conclusasi la guerra, AFS divenne una vera e propria associazione di scambio interculturale, con tanto di istituzione di borse di studio per americani in Francia e francesi in America. Oggi AFS Intercultura è una realtà che consente a migliaia di studenti, ogni anno, di scegliere di ampliare il proprio orizzonte culturale mediante scambi con 65 Paesi del mondo, grazie al lavoro di 4000 volontari che operano in 155 centri locali distribuiti sul territorio nazionale. Studenti, scuole, famiglie e volontari sono partecipi, in maniera complementare, di un percorso educativo che contribuisce sensibilmente a formare le donne e gli uomini di domani.

Nella serata di lunedì 6 novembre, presso il Polo Museale Civico di Cerignola, il locale centro Intercultura ha presentato in un incontro i programmi, il progetto educativo e le borse di studio, per l’anno 2017/18, a studenti e famiglie. Il centro Intercultura di Cerignola nasce nel 2006. I suoi diversi volontari sono ben diretti da cinque fondamentali figure chiave: la presidente Rosalba Cipollino, la responsabile soggiorni all’estero Rosa Donvito, Caterina Falcone nel ruolo di responsabile ospitalità, la responsabile scuola Marialuisa Russo e Raffaella Troito come responsabile sviluppo e formazione. Quello della nostra città è un centro con un programma attivo in corso, il quale vede sei famiglie ospitanti, quattro studentesse provenienti da Bolivia, Danimarca, Giappone e Paraguay (per un periodo di dieci mesi), due studenti in arrivo da Argentina e Malesia (che soggiorneranno per due mesi) e cinque ragazzi in partenza verso Argentina, Belgio, Hong Kong e Thailandia. Non può mancare il coinvolgimento delle scuole. Diverse sono state le testimonianze di studenti cerignolani all’estero, di loro omologhi stranieri ospiti nella nostra città, di genitori ed insegnanti che hanno animato la serata.

Come ha tenuto, però, a precisare la presidente Cipollino, quello di Intercultura non è un itinerario la cui percorribilità è da darsi per scontata: sono fondamentali attitudine all’interculturalità, alla cittadinanza globale e capacità di adattamento. I ragazzi che avranno l’onore e l’onere di intraprendere uno scambio interculturale, cosa possibile dopo una serie di step fra i quali è previsto anche un test psico-attitudinale, inizieranno un percorso di formazione che si pone obiettivi a livello personale, interpersonale, interculturale e globale. Si tratterà anche, se non soprattutto, di una sfida a sé stessi, ritrovarsi minoranza in un Paese estero e conoscersi attraverso lo sguardo dell’altro che è maggioranza nel proprio, in una situazione che è solita essere inversa per la maggior parte della vita. È qui che vien fuori l’Intercultura non solo associazione ed onlus, ma anche ente morale, poiché, per dirla con le parole usate da Rosalba Cipollino «chiunque partecipa ad un percorso di questo genere diventa operatore di pace». Quella di Intercultura è un’importante opportunità di crescita, di apertura al mondo, con lo scopo di provare a migliorarlo.