Ha avuto il via nel pomeriggio di ieri, venerdì 10 novembre, la due giorni sul tema della dispersione scolastica, organizzata dalla Diocesi e dalla Caritas Diocesana presso il salone della parrocchia Spirito Santo.

«La Chiesa deve occuparsi di queste tematiche per rispondere all’appello di Papa Francesco ad uscire ed andare nelle periferie, laddove esistono situazioni problematiche», ha spiegato ai numerosi dirigenti ed insegnanti presenti il prof. Rocco Solomita, responsabile dell’Ufficio Scuola della Diocesi, spiegando le motivazioni di questo convegno. «Per questo – aggiunge – è fondamentale che nasca un’alleanza con le famiglie e le scuole».

Un’occasione per i vari attori di potersi confrontare e conoscere bene i dati riguardanti il fenomeno, un passaggio fondamentale secondo l’Assessore alle politiche sociali Rino Pezzano: «Prima di immaginare qualsiasi strategia o soluzione dobbiamo elaborare i dati riguardanti questo fenomeno sul nostro territorio – ha spiegato Pezzano che ha sottolineato come sul tema ci sia sinergia con l’operato istituzionale -. Questa iniziativa procede nella direzione intrapresa dall’Amministrazione con l’organizzazione di un tavolo, che ha coinvolto anche le scuole e la Caritas, i cui risultati sono a disposizione di questo convegno».

L’invito dell’Assessore alla cultura Raffaella Petruzzelli è rivolto a chi appartiene al mondo della scuola: «Dobbiamo essere fieri di essere parte di questo sistema, nonostante le ultime riforme ci abbiano sconvolto, perché lo Stato, sin dagli albori, nel corso di tutta la sua storia, ha voluto una scuola aperta a tutti.  Lo Stato vuole, e questo è il nostro compito, prendersi cura di chi sarà il nostro futuro».

Ai microfoni de lanotiziaweb.it, l’Assessore ha spiegato quali sono i mezzi tramite cui l’Amministrazione e le Istituzioni cercano di contrastare la dispersione scolastica: «Si deve creare attenzione nei confronti della scuola, un giocare insieme, perché in questa partita si vince o si perde tutti insieme. L’Amministrazione chiama fa proposte, come l’invito alle scolaresche nella biblioteca del Palazzo di Città, l’attenzione alla presentazione dei libri e agli incontri con l’autore».

L’Assessore Petruzzelli ci ha poi illustrato quali sono i progetti dedicati alle scuole cui l’Amministrazione sta lavorando: «Ci sono poi altri progetti in cantiere come, ad esempio, il progetto triennale per riavvicinare i ragazzi all’Opera, un’attività che ha dato tanto lustro all’Italia e a Cerignola; oppure la Community Library, partita proprio oggi, che prevede che il vecchio Liceo Classico diventi la biblioteca comunale».

Nel corso la Dott.ssa Giovanna Caserta – dirigente scolastico dell’“Istituto Pio X” e presidente dell’UCIIM di Foggia -, che ha esposto la propria relazione in cui individua come ambiti di dispersione la famiglia – al cui interno si registra una sindrome anaffettiva che prescinde dalla situazione socio-economica –, la vita sociale – che porta i ragazzi ad approcciarsi a falsi valori stravolgendo anche la loro sfera affettiva – e la scuola stessa, nella quale, molto spesso c’è una carenza di formazione che permetta ai docenti di gestire situazione difficili e non.

In seguito il preside dell’ITE “Dante Alighieri”, il dott. Salvatore Mininno, e la prof.ssa Milena Sabrina Mancini – dirigente dell’Istituto comprensivo “A. Moro” Stornarella-Ordona – hanno sviscerato le statistiche inerenti la dispersione scolastica a Cerignola e nei Cinque Reali Siti – a tal proposito è interessante sottolineare come i dati regionali (aggiornati all’A.S. 2014-2015) individuino un tasso di dispersione del 17,70% che, tuttavia, nella provincia di Foggia è in calo – ed individuato gli strumenti per combattere il fenomeno nell’analisi sistematica della situazione dell’alunno nel corso della sua carriera, l’adozione di metodi didattici innovativi, mettersi in ascolto delle famiglie e delle loro esigenze e sfruttare al meglio le opportunità occupazionali, anche incentivando i ragazzi ad “inventarsi” un lavoro.

A conclusione dei lavori, la testimonianza della prof.ssa Angela Lenzo, docente messinese in pensione, ideatrice e promotrice del progetto G.I.O.CO. – acronimo di Gioco, Imparo, Opero e Coopero -, un metodo non convenzionale che si basa, per l’appunto, sul gioco: «Lo studio diventa motivante se risponde alle esigenze dei ragazzi e se riusciamo a renderli protagonisti. – ci spiega la prof.ssa Lenzo – Questo progetto, la cui fonte di ispirazione è stata la lettura di “Lettera ad una professoressa” (il manifesto di Don Milani n.d.r.), è nato nelle scuole a rischio nei quartieri più difficili della nostra città, dove la dispersione è un fenomeno molto frequente».

Fase centrale del progetto è stato rendere i ragazzi protagonisti attraverso la fase ludica: «Quando mi hanno chiesto di giocare io ho sempre risposto loro che lo studio è una cosa seria ma, ad un certo punto, ho iniziato a pensare che questo loro desiderio poteva essere realizzato attraverso giochi che possono rispondere agli obiettivi delle diverse età e discipline, ed è quello che in quasi quarant’anni ho fatto, con successo, per rispondere alle loro curiosità, bisogni ed interessi».

I lavori del convegno proseguono nella giornata di sabato, con la testimonianza di don Nico Rutigliano – parroco della chiesa SS. Salvatore a Messina – ed il confronto tra dirigenti scolastici, professori, genitori, operatori degli oratori e rappresentanti del Terzo settore.

Una tematica, quella della devianza adolescenziale, molto sentita (e purtroppo vissuta) nel nostro territorio, che tuttavia sa che per contrastare quella che è una vera e propria piaga a tutti i livelli della società – tranne per la criminalità cui viene offerta manovalanza a costo zero – le armi di cui servirsi, a fronte di una situazione lavorativa drammatica, non possono che essere l’unità d’intenti e la determinazione, ma soprattutto una paziente opera di rivalutazione e rivoluzione culturale.

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