Il fenomeno del Cyberbullismo è molto dibattuto nella nostra società, interessando soprattutto i giovani; eppure non tutti conoscono i pericoli reali che circondano il web, terra ancora troppo anarchica. Di questo si è discusso ieri mattina nell’aula  consiliare comunale di Cerignola nel corso di un incontro dal titolo “La Trappola in Rete, Cyberbullismo Pericoli Reali nel mondo virtuale”, promosso dal Liceo Classico “Zingarelli”, diretto da Giuliana Colucci, insieme all’Associazione “Penelope” con la presenza del Presidente Antonio Maria La Scala.

L’Associazione è nata dalla fusione di precedenti comitati spontanei sorti per tutelare le famiglie che si sono trovate sole ad affrontare il dramma della scomparsa di un familiare senza avere alcun aiuto nella ricerca dello scomparso, supporto psicologico e legale, e risposte da parte delle Istituzioni centrali e periferiche. L’Avvocato La Scala ha illustrato gli aspetti di pericolo del cyberbullismo sia attraverso alcuni filmati, due in particolare in ambito scolastico e familiare, sia nella pratica con domande ai ragazzi su esperienze vissute personalmente.

Secondo uno studio del 2016, condotto da un team di ricercatori dell’Istituto degli Innocenti con la supervisione dell’Unicef Office Research e dell’Università di Edimburgo, circa il 20% degli adolescenti in Italia è frequentemente vittima di bullismo fuori e dentro il contesto scolastico; solo nell’ultimo anno il 50% di questi ha subito qualche episodio offensivo, non rispettoso o violento da parte di altri ragazzi o ragazze. Il 47% dei minori presi in carico dai servizi ha subito forme di trascuratezza materiale o affettiva, il 10,6% delle donne ha subito abusi sessuali prima dei 16 anni e lo 0,8% è stata vittima di forme di abuso sessuale gravi come lo stupro.

Nel corso del suo intervento il presidente dell’Associazione “Penelope” considera fondamentale il ruolo svolto dalla polizia postale su questi casi con l’invito alle giovani generazioni ad essere consapevoli insieme ai docenti di prevenire e contrastare i casi quotidiani in ambito familiare e scolastico, solo così si può salvare se stessi e chi è in pericolo.

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  • Carlo Farina

    Educhiamo i nostri figli secondo dei veri valori e non avremo né bullismo e né cyberbullismo.

  • Carmine Di Savino

    I giovani, ed anche meno giovani, al giorno d’oggi si annoiano, non lavorano, allo studio concedono si e no 40 minuti al giorno, non sempre, quindi non sapendo cosa fare si coalizzano per rendere la vita difficile a qualcun altro/a. Bersagli possibili sono i professori, gli educatori o gli elementi più “deboli” nel loro entourage. Sicuri che se segnalati alla dirigenza scolastica non rischiano nulla e che i loro genitori li difenderanno a spada tratta. Non vi diro’ quello che occorre per sradicare il fenomeno, se no prendo dalle 25 alle 30 denunce per apologia di fascismo, crimini di guerra, deportazione, tortura, omicidio premeditato e sterminio di massa. A voi le conclusioni. Saluti.