Dura poco più di un’ora il consiglio comunale tenutosi nel pomeriggio di ieri 20 novembre. Passano entrambi i punti, sia il riconoscimento dei debiti fuori bilancio che la variazione al bilancio di previsione finanziario 2017-2018. Assente il trio di Forza Italia e alcuni consiglieri di maggioranza.

La discussione si sviluppa quasi interamente sull’ultimo accapo, direttamente connesso con SIA, che lascia sfociare la discussione immancabilmente sulla gestione della partecipata degli ultimi anni, ma anche sul futuro. Immancabili le polemiche del duo Dalessandro-Dibisceglia con Franco Metta.

Daniele Dalessandro, capogruppo Pd si abbandona ad un ampio discorso sulla situazione di SIA: «al comizio di ieri ha parlato di odio nei suoi confronti – dice Dalessandro a Metta -. Io non l’ho mai odiata. Lo dico con garbo e pacatezza. Non posso però non dire che mi ha sorpreso la lettera inviata da Lionetti in regione, lettera che arriva subito dopo l’incontro in regione su SIA. Mi chiedo e le chiedo se la strategia di regionalizzazione del ciclo dei rifiuti è sempre valida a questo punto. Perché la regione non può solo essere il bancomat di questa amministrazione» dice il dem.

Replica Loredana Lepore dalla maggioranza. «Apprezzo il garbo però stiamo attenti ad usare le parole». Parlano ancora i democratici, per bocca di Maria Dibisceglia: «sindaco, lei sempre ci appella con epiteti poco gradevoli, tra i quali “minchioni”. Lo dico perché voglio che resti a verbale. Con una demagogia veramente unica ha vinto le elezioni di due anni fa. Se il 27, quando ci sarà l’incontro in regione, la sua strategia non sarà quella della regione si andrà a sancire la fine di SIA».

Risponde il Sindaco a Dalessandro, non alla Dibisceglia. «Rassicuro Dalessandro e mi creda apprezzo molto il ruolo dell’opposizione. Perdonate le mie asprezze caratteriali ma sono fatto così da 66 anni. La lettera di Lionetti non c’entra nulla con la questione SIA. Per il resto non ho nulla di più da aggiungere. Perché posso rispondere a domande poste con garbo e in buona fede, come ha fatto lei consigliere Dalessandro. Non voglio rispondere al consigliere Dibisceglia perché dovrei dar legittimità ad affermazioni strumentali. Quando parlo di odio mi riferisco a questo, all’auspicare disastri per la città, la fine di Sia in questo caso. Ad un problema impostato in maniera intellettualmente disonesta è inutile rispondere. Per SIA non ho mai parlato di privati, i privati che volevano entrare sono oggi detenuti. Rispetto al 27 stia tranquilla Dibisceglia, non accadrà nulla, oltretutto lei non sa neanche di che cosa parlo».

La bagarre si genera in dichiarazione di voto, quando Dalessandro afferma che «non si riesce ad avere una interlocuzione normale con il Sindaco» e che, in un primo momento, l’ingresso dei privati con un progetto di finanza in SIA era stato paventato dal Sindaco. «Sei un bugiardo. O non sai niente o sei un bugiardo» ripete a più riprese Metta fuori dal microfono. E il dem che replica cadenzato, «c’è scritto».

Chiosa e conclude gli interventi Tommaso Sgarro, precisando pacatamente che «una delibera del genere non può essere votata, perché al momento non si ha chiarezza sul futuro». Con voto positivo della maggioranza e contrario del centrosinistra si approva e termina il consiglio.

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