Sabato 25 novembre presso il salone “Giovanni Paolo II” della curia vescovile di Cerignola è stato presentato lo sportello locale del “Progetto Policoro” la cui sede sarà presso il seminario. Il progetto promosso dalla CEI con lo scopo di combattere disoccupazione, in particolar modo quella giovanile, nelle regioni del Mezzogiorno torna sul territorio dopo alcuni anni di inattività.

«Dobbiamo fare in modo che si assicuri il diritto al lavoro, un diritto che se negato genera una grande povertà che attenta soprattutto ai più giovani, è questa la missione del ‘Progetto Policoro’», questo l’appello del vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano Mons. Luigi Renna che, nell’individuare gli obiettivi a lungo termine, cita Checco Zalone: «Sosteniamo i disoccupati e accompagniamo i giovani nella scoperta della loro dimensione lavorativa, facendo loro riscoprire il anche lavoro creativo al posto della paralizzante mentalità meridionalista del ‘posto fisso’». Il progetto, sostenuto dall’azione sinergica di Caritas diocesana, Pastorale giovanile e Pastorale sociale e del lavoro, ha come proprio punto di riferimento l’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco: «Ascoltare il grido della Terra significa ascoltare l’appello disperato dei più poveri – ha dichiarato in apertura dei lavori il presidente della Pastorale Sociale e del lavoro don Pasquale Cotugno –. Sono proprio loro quelli che subiscono per primi la violenza del cambiamento climatico ed ambientale».

Ad illustrare il “manifesto ecologista” di Bergoglio è stato il prof. Don Antonio Panico – vicario episcopale per i problemi sociali della diocesi di Taranto e docente di sociologia alla Lumsa -, il quale nel proprio intervento ha sottolineato come «è giusto prendere sul serio l’idea per potenziare il ‘Progetto Policoro’ ma fare tutto il possibile per portare il tema all’attenzione della politica della Chiesa e non solo perché il problema è grosso». «La Puglia non si trova in una situazione drammatica come quella della Campania, della Sicilia o della Calabria», prosegue il prof. Panico che ha messo in guardia dalle dichiarazioni di ripresa economica, «tuttavia l’ottimismo, che in alcune circostanze mi pare eccessivo, deve essere un non accontentarsi di quello che si sta facendo perché se è vero che il peggio sembra essere passato è anche vero che parecchi giovani ed over 50 faticano a trovare lavoro. La Chiesa ha quindi l’esigenza forte di darsi da fare a tutti i livelli per ridimensionare questo problema».

Gaetano Panunzio, animatore diocesano e responsabile dello sportello locale, ha spiegato ai microfoni de lanotiziaweb.it come il “Progetto Policoro” accolga il messaggio della “Laudato si’”: «Il progetto ha come obiettivo quello di dare una risposta al problema della disoccupazione giovanile ed il messaggio lanciato da Papa Francesco ci è d’aiuto. Solo tenendo presente perché e per chi ci muoviamo possiamo avere speranza nel nostro lavoro: non abbiamo né oro né argento quello che possiamo fare è accompagnare i giovani nella creazione del lavoro». Secondo Gaetano Panunzio il progetto è un modo per i “Cattolici della strada” di rompere il tabù sul tema del lavoro ed aver il coraggio di dire la loro in merito: «Dobbiamo renderci conto che abbiamo tutte le facoltà e possibilità di affrontare questo tema e la ‘Settimana Sociale di Cagliari’ ne è stata un esempio. La dottrina sociale della Chiesa ci viene incontro nel nostro operato, ma dal canto nostro dobbiamo avere coraggio per agire e parlare».

In conclusione, la dott.ssa Maria Antonietta Tucci ha illustrato la il documento “Focsciv” contente le linee guida per le comunità parrocchie che propongono un’identità ecologica nello spirito del messaggio promosso da Papa Francesco. L’inaugurazione dello sportello, come ha sottolineato Gaetano Panunzio, è il segnale che anche la Chiesa vuole concretamente collaborare nella lotta alla disoccupazione, in particolar modo su un fronte così caldo come quello della nostra città. Ma non sarà certo la sola struttura a combattere per vincere questa battaglia, ma tutte quelle persone e quelle realtà che, in quanto Cerignolani e figli di Di Vittorio, sanno che il lavoro è un diritto che non può andare in prescrizione.