Negli ultimi giorni i Carabinieri della Compagnia di Cerignola, nel corso dei consueti servizi di pattugliamento del territorio, hanno tratto in arresto quattro persone, delle quali due nella flagranza del reato, e altre due in esecuzione di specifici provvedimenti emessi dalle Autorità Giudiziarie competenti.

In particolare, i militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto due cittadini ivoriani di 20 e 21 anni. Si tratta di DIABY SEKOU e di OULD BAMBARY TAKINA, entrambi incensurati e muniti di permesso di soggiorno per motivi umanitari. I Carabinieri, mentre percorrevano la via Candela, avevano notato che i due giovani, a bordo di uno scooter, alla loro vista avevano improvvisamente svoltato in una stradina di campagna, abbandonando il mezzo e proseguendo la fuga a piedi. Raggiunti, si è potuto velocemente accertare che il mezzo era stato rubato proprio a Cerignola oltre cinque anni fa. I due, quindi, su disposizione del P.M. di turno, sono stati rinchiusi nel carcere di Foggia, mentre il motorino, con somma sorpresa da parte dell’interessato, è stato restituito al legittimo proprietario. I due risponderanno del reato di ricettazione. NELLA GIORNATA DEL 3 DICEMBRE 2017 GIUNGE IL REDAZIONE LA PRECISAZIONE DELL’AVVOCATO DIFENSORE CHE INFORMA DELLA PRONTA SCARCERAZIONE DEI DUE. 

A Cerignola e a San Ferdinando di Puglia, invece, le Stazioni territorialmente competenti hanno rintracciato e dichiarato in stato di arresto CAGGIANO SCELSI PIER LUIGI, cl. ’96, cerignolano, e SPARTACO NICOLA, cl. ’75, di San Ferdinando, entrambi pregiudicati. Al primo, arrestato nei giorni scorsi a Sammichele di Bari dai Carabinieri della Compagnia di Gioia del Colle dopo che, a bordo di un’auto rubata nel tarantino, si era andato a schiantare contro un muro dopo un lungo inseguimento, è stata notificata un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Tribunale di Taranto. Al secondo, invece, è stato notificato un ordine di carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica di Foggia perché riconosciuto colpevole, con sentenza definitiva, di tentato furto aggravato e lesioni personali, commessi a Trinitapoli nel 2014. L’uomo sconterà la pena residua di un anni e cinque mesi.

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