Jeans, maglia bianca e lo sguardo fiero e felice di una donna in rinascita. Così si è presentata alla nutrita comunità della Parrocchia di Sant’Antonio da Padova, Gessica Notaro, la 27enne riminese finalista di Miss Italia nel 2007, sfregiata con l’acido, la sera del 10 gennaio scorso, dall’ex fidanzato Eddi Tavares,  condannato lo scorso ottobre a 10 anni, con rito abbreviato. Dopo l’incontro a Foggia tenutosi pochi giorni  fa, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, Gessica è tornata a lasciare la sua preziosa e toccante testimonianza a Cerignola. Un appuntamento, dal titolo “Ho scelto la vita! Mi hanno aiutato: Famiglia e Fede”, fortemente voluto dal Parroco don Carmine Ladogana che, incalzandola con le sue domande, ha permesso a Gessica di ripercorrere passo dopo passo la sua storia, regalando a chi l’ha ascoltata una preziosa lezione, mai come oggi di estrema attualità. Stando ai dati riportati nel rapporto Eures sul femminicidio,infatti, nei primi dieci mesi del 2017 sono state 114 le donne uccise, una ogni due giorni e mezzo e in un caso su tre dal proprio  partner. Un numero che si aggiunge ai 150 femminicidi del 2016 e ai  142 del 2015. Un aumento del 5,6% con più di 20 vittime in Lombardia e 17 in Veneto che fa salire a oltre 3000 le donne vittime di omicidio volontario in Italia dal 2000 ad oggi, mentre salgono da 188 a 296 i centri antiviolenza. Dati allarmanti che, come ha sottolineato don Carmine- spingono ad una riflessione, ad un intervento concreto, ad “ un processo che deve nutrirsi di esempi e di vive testimonianze. Per questo- ha ribadito il prelato–  a pochi giorni dalla Solennità dell’Immacolata Concezione, abbiamo scelto di far parlare una donna al cuore di tante donne, proprio come ha fatto Maria, lasciando una traccia profonda nella coscienza collettiva”.

C’è un “prima” e un “dopo” nella vita di Gessica Notaro, in cui a fare da spartiacque- come tiene a  precisare la protagonista-   non è  la feroce aggressione subita il 10 gennaio scorso, ma l’incontro con quell’uomo  che le ha stravolto l’esistenza.

27 anni, Romagnola, la sua è  una vita dedicata agli animali, al canto, al ballo, alle sfilate e alle conduzioni televisive su emittenti locali e nazionali. “Una  sognatrice che credeva nelle favole. – si definisce- Una  donna che, appagata dalla sua bellezza , non l’ha mai resa l’unica arma ma ha sempre lavorato per raggiungere i suoi obbiettivi”.  Proclamata Miss Romagna nel 2007, ha conquistato la finale al concorso di Miss Italia e dopo questa esperienza è decollata per lei  una carriera nel mondo dello spettacolo, prendendo parte a programmi Rai e Mediaset come cantante, ballerina e presentatrice. A 20 anni, però, Gessica perde suo padre e soli otto mesi dopo anche il fratello, morto suicida. In seguito a questa duplice tragedia, decide di allontanarsi dalle luci dei palcoscenici e di dedicarsi ad un’altra grande passione che la rende veramente felice: quella per gli animali, per lei “il filtro tra il cielo e la terra, i nostri angeli custodi”. Comincia a lavorare, quindi, per il delfinario di Rimini (chiuso lo scorso agosto ndr.) come addestratrice e speaker. Poi arriva il “dopo”. Gessica incontra il capoverdiano Eddi Tavares, tra i due nasce l’amore e dopo poco la convivenza.

“Un amore folle, travolgente, felice-dichiara Gessica- ma dopo un anno e mezzo di relazione scopro ripetuti tradimenti e  bugie. Lo lascio. Come da copione, in lacrime,  implora il mio perdono ed io, innamorata quale ero, ci torno insieme”. Ma la favola non è a lieto fine, come Gessica si ostinava a credere. “Ho sottovalutato degli importanti campanelli di allarme nei tre anni di relazione- confessa- Un esempio apparentemente banale: durante la convivenza gli chiedevo gentilmente di non fumare dentro casa. Alla mia richiesta si arrabbiava tantissimo e non appena mi addormentavo in salotto, mi fumava sopra la testa per dispetto. Era sempre aggressivo verbalmente-continua- mi violentava psicologicamente, mi faceva sentire irrimediabilmente sbagliata. Sempre”. “Tavares è stato l’amore più grande della mia vita”- racconta- ”Quando ho iniziato a vedere le cose con lucidità ho preso forza e mi sono decisa a lasciarlo”. Ma Tavares non accetta il rifiuto e comincia a perseguitarla. “Ha qui inizio per me una lunga fase di stalking– spiega Gessica dall’ambone della Parrocchia di Sant’Antonio-  Ovunque mi trovassi, era lì a tormentarmi. Minacciava di togliersi la vita, mi faceva terra bruciata intorno. E’ arrivato persino ad aggredire e minacciare alcuni miei colleghi di lavoro e per una settimana mi hanno mandata in ferie forzate, come se la colpa fosse mia”. Arriva, quindi,  la coraggiosa decisione di denunciare tutto.“Denunciare si può e si deve– ha dichiarato Gessica – anche se per molte donne è il passo più difficile, anche se spesso, come lo è stato per me, non basta”.

Nell’agosto del 2016, infatti, in seguito alle denunce della donna, era stato aperto a carico di Tavares un fascicolo per stalking e maltrattamenti, sfociato in un provvedimento di ammonimento del questore. Dopo la prima denuncia ai danni dell’ex fidanzato, la procura chiese l’arresto per il capoverdiano, ma il gip di Rimini dispose gli obblighi domiciliari  e il semplice divieto di avvicinamento alla ragazza. Misure che- come denuncia Gessica- non furono osservate. Qualche mese dopo, a gennaio, si spegne la luce: Tavares aggredisce Gessica nel parcheggio della sua abitazione e con lucida crudeltà la sfregia con l’acido colpendola in pieno in volto e, per scivolamento, su un fianco. “E’ stato terribile– racconta Gessica alla comunità di Cerignola- Ricordo che in quegli attimi di disperazione mi inginocchiai dinanzi al cancello di casa mia urlando i nomi di mio padre e di mio fratello. In quegli istanti pregai il Signore di rendermi un mostro, di strapparmi la bellezza, ma di non togliermi la vista”. E così è stato. Dopo mesi si ospedalizzazione e ripetuti interventi, Gessica non smette mai di pregare e di essere positiva, riesce a recuperare pienamente l’occhio destro e anche il sinistro, dato perso dai medici, ha oggi ottime possibilità di recupero. Per non parlare del viso. “L’80% del mio volto è guarito rapidamente e in maniera naturale, senza un trapianto di pelle, tra l’incredulità dei medici che non sono riusciti a darmi una spiegazione scientifica.– spiega- Per me questo non può non chiamarsi ‘miracolo’”.

“Quel 10 gennaio sono rinata”- confessa. Da allora ha inizio per la bella romagnola un percorso di rinascita in cui ad aiutarla- come dichiarato ai microfoni del tg1- sono la famiglia e la fede. “Oltre alla riscoperta dei miei affetti più cari– racconta Gessica- il dolore mi ha portato a riscoprire e vivere intensamente anche la fede. Ovunque andassi, ho cominciato a notare per strada immagini della Madonna, come se la nostra Madre Celeste volesse accompagnarmi lungo il mio cammino. E, per caso, scopro che nel parcheggio di casa mia, proprio alle spalle della mia auto, punto in cui è avvenuta l’aggressione, c’è una statua della Madonna di cui non mi ero accorta prima”. Tutti segni che portano Gessica a sentire che “c’è un disegno divino che affida a ciascuno di noi una missione. La mia è questa: girare l’Italia per portare la mia testimonianza e provare a dare il mio contributo alla lotta alla violenza, non solo di genere”.

Ecco che la Notaro, con l’aiuto del suo Avvocato, produce e firma una proposta di legge che presenta al Ministro della Giustizia, Andrea Orlando. “Una proposta- spiega- che preveda, tra le altre cose, l’adozione dei braccialetti elettronici e l’obbligo di un percorso rieducativo e riabilitativo per lo stalker”. Intanto, una parziale giustizia per Gessica Notaro è arrivata nell’aula del tribunale di Rimini: l’ex fidanzato Eddy Tavares, è stato condannato a 10 anni con rito abbreviato. Il gup, Fiorella Casadei, ha deciso di riconoscere anche le aggravanti della premeditazione, futili motivi e crudeltà e ha condannato il capoverdiano ad un risarcimento di 230mila euro a favore di Gessica Notaro con i danni complessivi da valutarsi in un’eventuale sede civile e stabilito, infine, l’espulsione dall’Italia di Tavares al termine della sua pena. Oggi Gessica, che ha perso il lavoro e, in seguito a ripetute minacce, costretta a cambiare abitazione,  continua a lottare per tutte le donne vittime di violenza e con la sua“Gracias a la vida” a cantare il suo inno alla vita.

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