Si è svolta nel pomeriggio di martedì 19 dicembre, presso l’Auditorium dell’I.I.S.S “Augusto Righi” di Cerignola, la presentazione del progetto «A scuola di alternanza con scratch». Il “Righi” è impegnato in attività di alternanza scuola-lavoro con Istituti di Istruzione Secondaria di primo grado della città, nella fattispecie “Don Bosco”, “Padre Pio” e “Pavoncelli”. Il progetto nasce dall’idea di offrire agli studenti del “Righi”, segnatamente agli alunni delle classi quinte dei corsi di informatica, l’opportunità di mettere in pratica le competenze acquisite in situazione di insegnamento, dando vita ad una rete collaborativa con le citate scuole secondarie. I ragazzi del “Righi”, quindi, diventano i principali artefici di un corso di coding (attività di programmazione nelle scuole) rivolto alle classi terze della scuola media. Scopo di questo corso è condurre alla soluzione di determinati problemi attraverso il cosiddetto “pensiero computazionale”, cioè quella via con la quale si sviluppa la fondamentale capacità di pianificare una strategia per saper fornire, poi, istruzioni ad altre persone affinché giungano anch’esse a quel traguardo. Il supporto tecnico che è alla base di tutto ciò è Scratch, un’applicazione utilizzata per apprendere le basi della programmazione visuale. Con essa è possibile realizzare storie, animazioni, giochi e anche eseguire operazioni matematiche.

A presiedere l’incontro nell’Istituto di via Antonietta Rosati, i dirigenti scolastici delle scuole coinvolte nel progetto e gli studenti che lo hanno animato. Il primo a prendere la parola è il referente dello stesso, il professor Gerardo Totaro, docente del “Righi”: «Abbiamo pensato a questa modalità capovolta dell’alternanza scuola-lavoro, mettendo i ragazzi nelle condizioni di offrire qualcosa agli altri allievi. Per la prima volta ci siamo cimentati in questa avventura, creando gruppi di studenti formati sia dal punto di vista del tecnicismo che sul metodo d’approccio. Il MIUR – prosegue Totaro – sta agendo ormai da tre anni su questa formazione, che non è di contenuti ma di metodo».

Fra i docenti dell’Istituto “Righi” che hanno funto da supporto al progetto vi è anche il professor Matteo Setteducati che, evidenziando con quale entusiasmo i suoi studenti abbiano abbracciato il progetto con una cinquantina di adesioni volontarie, spiega come il corso di formazione abbia vissuto sostanzialmente tre fasi: «C’è stata una prima nella quale i ragazzi sono stati preparati dal punto di vista tecnico, una seconda in cui hanno imparato ad organizzare una lezione, calcolare i tempi di ciò che dicono, usare un tono di voce efficace, distribuire gli argomenti sulle lezioni, e una terza legata strettamente alla comunicazione in quanto tale».

A fare gli onori di casa è il dirigente scolastico, dott.ssa Maria Rosaria Albanese, che tiene a sottolineare quanto questa sia «un’esperienza di alternanza veramente multidisciplinare, come deve essere l’apprendimento di oggi. Le specializzazioni sono importanti perché aprono la mente al confronto plurale con discipline e competenze che devono essere davvero trasversali. E i nostri ragazzi hanno intrapreso un’esperienza di questo genere».

Non possono che essere del medesimo avviso i dirigenti scolastici degli altri Istituti coinvolti, a partire dal dott. Vito Panebianco, della scuola “Pavoncelli”, che vede nel progetto in essere «un primo tassello per iniziare a costruire» facendo sì che «ogni scuola metta a disposizione quelle competenze che ha». Per la dott.ssa Giustina Specchio, dirigente dell’Istituto “Don Bosco”, questo itinerario può prefiggersi due importanti finalità: «Da una parte si spingono i ragazzi delle scuole medie a capire l’importanza di proseguire negli studi per approfondire le loro conoscenze e competenze, dall’altra si offre ai ragazzi più grandi la possibilità di mettere a frutto le loro di conoscenze e vincere delle scommesse con sé stessi, dimostrando quello che realmente possono fare». Importante è anche la testimonianza della dott.ssa Lucia Lenoci,  dirigente scolastico dell’Istituto “Padre Pio”, che ricorda come «i nostri docenti  fossero molto in attesa dell’inizio di questo progetto», aggiungendo che «è un’idea che si rivela una carta vincente per le nostre scuole».

Il progetto di alternanza scuola-lavoro, che ha già effettivamente mosso i suoi primi passi, prevede tempi di svolgimento che saranno pari a sette ore per classe, orientativamente distribuiti tra dicembre e gennaio. La partnership dell’IISS “Righi” con altri Istituti di Cerignola rappresenta un’ulteriore testimonianza di come la scuola di casa nostra possa essere unita, compatta, valida. E quella a cui hanno dato vita è una proposta di rete che può far crescere il nostro territorio.

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