E’ partito a pieni giri l’Indiegesto Winter Fest, manifestazione organizzata dal Laboratorio Urbano ResUrb di Cerignola, che da qualche anno prova ad abbattere quel velo di indifferenza e mediocrità che attanaglia l’attuale società. Un gruppo di giovani, volenterosi e dalle idea ben chiare, pronti a mettere testa e cuore in un progetto di vera rigenerazione urbana dal basso, dai giovani per i giovani.

Ieri sera, per la serata di apertura, nei locali delle Officine Fornari, i ragazzi hanno voluto intraprendere una strada coraggiosa, ospitando Vladimir Luxuria per la presentazione del volume “Il coraggio di essere una farfalla”, edito da Piemme. A fare gli onori di casa Tommaso Sgarro, in una sala gremita di gente pronta ad ascoltare le parole della poliedrica artista foggiana la quale a 52 anni, si racconta senza troppi filtri. Laureata in Lingue e Letterature Straniere col massimo dei voti, attivista oltre che conduttrice televisiva, autrice teatrale e politica, da sempre si è spesa per combattere a favore del popolo transgender – come essa stessa ama definirsi -, nella speranza che «la tanto evoluta civiltà occidentale» possa un giorno riconoscere questa condizione.

«Tutti transitiamo in questo mondo, siamo solo di passaggio. Si nasce, si muore, forse ci reincarniamo…chi lo sa. L’unica cosa certa è che non siamo immortali e quella cosa che chiamiamo vita non è altro che un transito racchiuso nel tempo d’un sogno». Queste le parole racchiuse nella quarta di copertina di un volume che racconta, tra i tanti aneddoti, scena di ordinaria realtà della civiltà post moderna. Il coraggio di indossare i propri abiti «senza dar peso al pensiero degli altri», come precisa lei stessa.

E come farfalle si vola, durante il dibattito, da un tema all’altro, da un’esperienza all’altra, da un capitolo all’altro del volume, nel tentativo di scovare curiosi passaggi, come l’incontro con Berlusconi: «Ho dato del ricchione a Berlusconi, spiegandogli poi l’origine etimologica del termine – racconta scherzandoci su -, e credo che questo rappresenti già qualcosa di davvero difficile; anche in quella occasione, però, ho cercato di sfruttare il momento per portare avanti le mie idee». 

Un passaggio molto toccante, invece, l’esperienza in Mozambico per rispondere al significato delle adozioni: «Quando ho vinto l’Isola dei Famosi, come faccio sempre, ho sfruttato il momento per fare qualcosa di importante, non solo la protesta in Vaticano ma metà della cifra l’ho devoluta, tramite l’Unicef, ai bambini del Mozambico. L’allora presidente mi chiese di andare in terra africana per vedere con i miei occhi la situazione e io ci andai. Ho visto scene difficili anche solo da raccontare, bambini denutriti che, orfani per colpa dell’aids, si ritrovano a contrarre la peste o la malaria. Ricordo gli occhi di un bambino, appena arrivata mi portò a visitare le cose più importanti per lui, il suo letto, dove viveva e quando venne il momento di salutarci vidi i suoi occhi che cercavano di aggrapparsi a me. Sono rimasta colpita da questa scena e, chiedendo alla guida il perché, questa mi rispose “ti guarda così perché qui quando arriva un bianco loro pensano sia venuto a prenderli per portarli via”. Ecco, in quel momento, forse per la prima volta, ho avuto un istinto materno e, se ci fosse stata la possibilità di adottarlo, lo avrei portato immediatamente con me». 

Non manca, ancora, un passaggio molto bello su una delle questioni più dibattute nelle ultime settimane: violenza sessuale e psicologica sulle donne del mondo dello spettacolo. Riferimento chiaro alla bagarre sul caso Asia Argento, per la quale la stessa Luxuria ci tiene a precisare quanto accaduto: «Purtroppo non sono infallibile e in quella occasione mi sono fatta abbindolare da alcune cose che avevo letto. Dopo ho chiarito il tutto, ho fatto le mie scuse ad Asia, che conosco da molti anni; lei le ha accettate e ora sono pronta per riprendere la battaglia contro qualsiasi forma di violenza». Così come l’incontro con don Gallo, per il quale Luxuria ha solo parole di ringraziamento, forse anche per aver riavvicinato la sua persona al mondo cattolico.

Ancora tanti temi interessanti, come quello delle unioni civili: «Finalmente la grande ed evoluta civiltà occidentale c’è arrivata, ed è una grande cosa, così come quella delle adozioni. Se cominciassimo a ragionare come civiltà, oltrepassando la condizione sessuale, potremmo dire di aver vinto. Io ho fatto, e per lavoro continuo a fare, anche cose molto commerciali ma non dimentico mai di utilizzare poi il momento buono per combattere battaglie di civiltà».

E non manca, infine, una riflessione sulle aspettative per il nuovo anno, prima di passare alle foto e agli autografi dei libri: «Per il 2018 mi aspetto di trovare qualcuno che mi voglia bene, che possa farmi sentire amata. Sono sempre stata una persona profondamente egoista e concentrata su me stessa purtroppo». Grande soddisfazione da parte degli organizzatori, attraverso le parole del Presidente del ResUrb Vincenzo Colucci, il quale si dice soddisfatto per l’ottima riuscita dell’evento: «Un grande abbraccio a Vladi da tutti noi. Sensibilità, competenza, ironia… rarità. Un grazie sincero anche a Tommaso Sgarro per l’ottima conduzione e ad Officine Fornari per l’ospitalità». 

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