Nell’ultimo periodo, il suo nome rimbalza su siti ed articoli, grazie anche agli ottimi risultati sportivi: lei è Alessia Ameri, personaggio di spicco della Pallavolo Cerignola. Dal fascino travolgente ed un’incredibile ironia, la schiacciatrice di casa fucsia si racconta attraverso un’intervista, nella quale mette in luce le sue innate qualità ma anche la sua grande voglia di mordere la vita a suon di creatività e non solo di bordate.

Chi è Alessia Ameri?

«Alessia è una ragazza pugliese che attualmente gioca a pallavolo e fa la modella. Una ragazza come tante se vogliamo che in pochissimi conoscono davvero».

Ameri negli ultimi anni è riuscita a guadagnarsi una fetta di successo nel mondo della pallavolo, ma qual è il ruolo che preferisci e quale l’avventura più importante della tua carriera sportiva?

«Il mio ruolo naturale è sicuramente il libero, ma anche fare la schiacciatrice non mi dispiace perché adoro avere sempre sfide personali da vincere. La mia esperienza più importante non c’è ancora probabilmente, ma diciamo che ricordo alcune annate in modo positivo: ad esempio le stagioni nella PVG e nella Pallavolo Minturno, due società che per motivi differenti hanno lasciato in me un buon ricordo».

Nome lustro foggiano, cosa ti ha spinto verso la Pallavolo Cerignola e quindi a ritornare a casa? Come sta andando questa esperienza e cosa ti aspetti ancora dalla società e da questo campionato?

«Ho scelto la Pallavolo Cerignola perché ho avuto sin da subito una buona impressione della società e mi sono sentita fortemente voluta. Inoltre volevo essere più vicina a casa e godermi maggiormente i miei affetti più cari. Come squadra penso che ci stiamo comportando in modo egregio, specialmente per l’atteggiamento che mostriamo partita dopo partita. I risultati sono sicuramente andati al di là delle aspettative iniziali ma credo che potremmo fare ancora meglio, soprattutto se la sfortuna smette di perseguitarci e se riusciamo ad esprimerci con continuità. E’ un campionato che presenta tante insidie per cui i passi falsi si possono pagare caro».

Oltre ad essere una pallavolista, Ameri è anche modella: da dove nasce questa passione? Dove ti immagini tra dieci anni?

«La passione per la moda l’ho avuta sin da piccola, quando le mie barbie sono diventate indossatrici e muse ispiratrici. Tuttavia non ci ho mai dato grossa importanza, perché credevo fosse un sogno irrealizzabile: invece qualche fotografo ha visto in me delle potenzialità e da allora è stato un susseguirsi di bellissime avventure. Fra dieci anni potrei aver lasciato questa attività per dare spazio a cose più confacenti al mio percorso di studi, ma considerata l’imprevedibilità della mia vita nulla è scontato. Sicuramente non mancheranno le sorprese, tipo che mi sia sposata e abbia 4 bambini».

Nell’ultimo periodo, tra i tuoi mille impegni, sei riuscita a sfornare anche un calendario sexy che mette in mostra le 50 sfumature di Alessia. Cosa provi se pensi che quel calendario sarà appeso in svariate case o garage? Cosa ti ha spinto a farlo e qual è il reale scopo di Ameri?

«Quest’anno ho scelto di realizzare un calendario personale per soddisfare le richieste di chi me lo ha suggerito, già da quando ne feci alcuni per ragioni promozionali e non commerciali. Ora mi sembrava carino sperimentare questa idea e regalarmi anche un finale di anno che incornicia l’intenso periodo di lavoro fotografico. Avendo realizzato un calendario che mi piace un sacco, il mio scopo può considerarsi già soddisfatto. Spero venga apprezzato anche da chi lo acquisterà, sul sito www.amerialessia.com».

Sul retro del calendario 2018, c’è una tua breve descrizione. Cosa significa: “Vorrei scrivere una biografia perché ho tanto da raccontare?”. Qual è l’enorme segreto che questo lavoro vuole mettere in luce?

«Scrivere è forse una delle cose che mi piace di più, forse perché spesso mi sono rifugiata nella scrittura per tirare fuori quanto covavo internamente. Ancora oggi lo faccio. Non ci sono segreti, ma solo le tante sfaccettature di una ragazza che nella vita ne ha passate abbastanza per aver riempito in fretta il suo bagaglio di esperienze. Quantomeno saranno racconti con del fondamento e che arrivano direttamente da me».

 

Se Ameri fosse un’animale, in quale si identificherebbe? Perché la gente dovrebbe amarti?

«Io sarei certamente una gatta, il mio animale preferito. Libera, indipendente, curiosa e anche pigrona. Inoltre avrei sette vite per combinare guai, quindi è perfetto. La gente può eventualmente amarti se impara a conoscerti e io sinceramente non mi lascio scoprire tanto. Sono molto diffidente perché ho sofferto molto e ho ricevuto grosse delusioni e cattiverie. Non è facile spiegarlo in poche righe ma sono consapevole dei muri che innalzo verso gli altri, specialmente in alcuni ambiti come quello pallavolistico. Confido nel fatto che le persone non si lascino condizionare dalle prime impressioni o da quanto riferiscono terzi, perché se non sorrido sempre ho dei buoni motivi, tipo le rughe di espressione».

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