Non sono state delle festività natalizie serene queste per Cerignola: quattro rapine, due bombe esplose davanti ad esercizi commerciali ed i colpi sparati contro l’abitazione di un imprenditore edile. Col susseguirsi di questi episodi è tornato ad aleggiare sulla città lo spettro del racket, con la memoria che ritorna indietro di quasi trent’anni, tra gli anni ’80 ed i primi ’90. Tante sono state le manifestazioni di solidarietà e di vicinanza da parte della comunità, con la politica che adesso invoca la necessita di fare quadrato assieme alla società civile e le forze dell’ordine che non hanno mai interrotto la loro intensa attività.

Tuttavia il segnale più forte arriva proprio da chi è stato vittima di questi atti intimidatori ed invoca il diritto alla normalità: nella mattinata di domenica 31 dicembre ha riaperto il panificio “Profumo di pane”, l’esercizio che ha subito il primo atto intimidatorio con l’esplosione dell’ordigno la sera della vigilia di Natale. Amici e conoscenti sono accorsi per far sentire la loro vicinanza ai proprietari in questo loro atto di ritorno alla normalità, sugellato con la benedizione impartita dal parroco della Chiesa Madre Don Giuseppe Gaeta e dal Vescovo Mons. Luigi Renna, il quale ha elogiato il coraggio dei gestori del panificio: «in questi giorni abbiamo visto quali sono i pericoli sono esposti coloro che hanno avuto il coraggio di aprire un’attività a Cerignola. E per aprire qui un’attività ci vuole molto coraggio, poiché l’economia è fragile, scarseggiano i capitali e perché possono accadere questi episodi».

Non sono mancate da parte di Mons. Renna parole aspre nei confronti di chi compie questi atti criminali: «spero si faccia subito luce su questi episodi e che queste persone vengano assicurate lungamente alla giustizia. La magistratura deve essere più severa nei loro confronti per non vanificare il lavoro di Polizia, Carabinieri e Guardia di Finanza e di chi opera onestamente ogni giorno». Il Vescovo ha rivolto un appello a tutta la comunità, esorata «a superare questa sorta d’omertà che ci porta molto spesso a chiudere le imposte e a ritirarsi», ed ai gestori del panificio: «abbiate coraggio, la gente buona vi è vicina. Ma soprattutto guardate sempre ai vostri figli ed ai bravi ragazzi che vivono a Cerignola, perché se attività come la vostra continueranno ad essere solide ‘non mancherà pane’ per questa città».

“Mala tempora currunt” recita una massima ciceroniana, ma nel freddo e nel buio di queste giornate di metà inverno il coraggio dei gestori di “Profumo di pane” getta un po’ di luce e ci lancia un messaggio: se la criminalità ha bisogno della paura e della confusione per muoversi, perseverare nella normalità può essere l’arma migliore di cui servirsi.

5 COMMENTI

    • INFATTI, CONCORDO. LA CHIESA SERVE SOLO A SE STESSA. LA CHIESA E’ LA PATRIA DELLA POLITICA FALLIMENTARE. NON SERVONO A NIENTE, SOLO IPOCRISIA.

  1. ANCHE LA CHIESA, NELLA PERSONA DEL VESCOVO DEVE ATTIVARSI CON AZIONI CONCRETE A SOSTEGNO DELLE PERSONE ONESTE E INDIFESE. NON FARE SOLO CHIACCHIERE. INOLTRE, PERSONALMENTE, GLI OPERATORI LOCALI DELLA GUARDIA DI FINANZA, NON LI HO MAI VISTI ATTIVI E IMPEGNATI NEL NOSTRO PAESE, ALCUNI CHE CONOSCO DORMONO A OCCHI APERTI.

  2. comunque, intanto mi e’ piaciuta l’esposizione diretta del vescovo alla riapertura del panificio. però, fare di piu’. cercare di collaborare nella cattura di questi morti di fame che mettono bombe. andassero a lavorare in campagna o fuori paese.

  3. Ma il vescovo che ne può sapere dei problemi che può avere una famiglia oppure avere un attività commerciale e tante altre cose, vengono ti fanno la preghierina ti salutano e ritornano alla loro vita serena…anzi ti chiedono pure l offerta…..ma quando aiuteranno veramente la gente???stanno pieni di soldi e continuano a fare i furbi….

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