Si chiama “Sotto il cielo di Breslavia” la mostra fotografica dell’artista cerignolano Michele Vino ospitata nello spazio Yehudi Menuhin del Parlamento Europeo di Bruxelles dall’onorevole Elena Gentile, membro della commissione cultura e istruzione del Parlamento Europeo. Inaugurata lo scorso 10 gennaio con una buona affluenza di pubblico e diversi apprezzamenti nazionali e internazionali, la mostra ha confermato le aspettative ponendo in evidenza uno dei talenti più interessanti della Puglia.

«Un talento da esportare – lo ha definito la Gentile -. Michele Vino è un giovane artista del Sud, che da Cerignola porta la sua visione di “mondo” in Parlamento a Bruxelles. Frammenti di una umanità dalle cui storie raccontate con immagini struggenti dobbiamo ripartire per poter immaginare un mondo più giusto. Accoglierò Michele nella Casa degli europei. Come sempre orgogliosa del valore dei figli della mia Terra».

A margine della mostra l’intervista di Michele Vino a La Gazzetta. «Prima di essere un fotografo sono un curioso – ha detto parlando di sè -, sia nel senso etimologico del termine che come più comunemente lo intendiamo, mi curo di fatti che interessano a pochi e la fotografia è il mezzo fortuito col quale mi piace vederli. La fotografia è stata un percorso pieno di dubbi ed incertezze, a Marzo ho completato gli studi in un Accademia di Firenze».

Un appassionato di foto, che ama viaggiare; un connubio perfetto che ha condotto Michele Vino in diverse parti del mondo per fermare istanti di quotidianità. «Viaggi e foto sono due elementi che quasi non riesco a scindere – rimarca Vino -, proprio perché la diversità crea in me quella curiosità essenziale di cui parlavo, eppure sto imparando a viaggiare senza spostarmi molto. A Bruxelles ho presentato una serie di fotografie che oltre a parlare di un contesto sociale e culturale specifico, quello di un campo Rom in Polonia, raccontano del gioco, dell’infanzia e dei sogni propri di quell’età».

Dalla passione – quella per le foto – alla vita di ogni giorno e al lavoro dietro l’obiettivo. «Per una serie di coincidenze vivo ad Ordona, un paese di 2800 abitanti della provincia di Foggia, ed è una realtà sulla quale vorrei iniziare a lavorare presto» dice Vino.

Intraprendere percorsi artistici però non è mai semplice per i giovani, in considerazione anche dell’incertezza alla quale l’industria culturale troppo spesso porta. Cosa si sente di dire a tutti coloro che vorrebbero far diventare la fotografia il proprio mestiere? «È difficile dare consigli in questo senso, per quanto riguarda la fotografia poi, che è soprattutto un’arte media e come tale le sue declinazioni possono essere infinite, si può dire che anche io sia alla ricerca di una risposta. Pensare di lavorare solo nel campo artistico è difficilissimo ed è merito/fortuna che spetta a pochi.

Gennaro Balzano
La Gazzetta del Mezzogiorno

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