Identità e territorio. Binomio inscindibile per la scuola di oggi, ancor di più per l’Istituto Agrario Pavoncelli di Cerignola. Una sfida, quella del recupero della identità territoriale, che prenderà forma attraverso il rifacimento del portale d’ingresso, nonché mediante il recupero dell’ex rimessa di macchine agricole, che sarà destinata, entro la fine dell’anno scolastico, a Museo dell’agricoltura. Il valore storico della rimessa, in particolare, è sostenuto dalla presenza di alcuni disegni parietali, testimonianza del passaggio in loco di soldati americani all’indomani dell’8 settembre del 1943. In quel periodo l’Istituto Tecnico Agrario, già Regia Scuola Pratica di Agricoltura dal 1890, fu sede di un reparto delle forme armate di liberazione statunitensi. “Ad rei rusticae studia fovenda” recita l’iscrizione che campeggerà sul nuovo portale d’ingresso dello storico istituto ofantino, iscrizione volta proprio a sottolineare la forte vocazione agricola del territorio, nonché la connessione stringente con l’attività didattica dello stesso.

Tutto ciò sarà reso possibile grazie al finanziamento 2017 di 90.000 euro, stanziato nell’ambito del capitolo “Scuole belle” della Buona Scuola del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca. Tali fondi sono erogati alle Istituzioni scolastiche per interventi di manutenzione degli edifici e per il mantenimento del decoro edifici scolastici di proprietà pubblica. In quest’ottica l’impegno del Pavoncelli è stato rivolto al recupero e al ripristino funzionale delle strutture e degli edifici di proprietà del Comune di Cerignola e trasferiti per Atto di Convenzione del 17.09.1999 alla Provincia di Foggia in applicazione della Legge 23/96. “Con il recupero della cantina storica e l’erigendo Museo delle macchine agricole, l’Istituto Pavoncelli potrà rientrare a pieno titolo in possibili itinerari storico-culturali e paesaggistici – dichiara il Dirigente Pio Mirra. La scuola si confermerebbe così sito storico e rurale, oltre che centro di valori e di cultura, da riconsiderare per la sua sempre attuale capacità di produrre cultura e attivare nuove risorse”.