Notizie più precise arriveranno giovedì, quando il negoziato tra Michele Emiliano e Matteo Renzi sulle 6 postazioni blindate (i capilista dei 4 collegi plurinominali alla Camera e dei 2 al Senato) dovrebbe chiudersi con la direzione del partito. Ma le notizie che trapelano dal Nazareno non lasciano presagire nulla di buono per il leader del Fronte Dem: a lui e a Orlando, ieri, Renzi avrebbe assicurato al massimo 20 postazioni in tutta Italia, da distribuire in base alle quote di voti ottenute al congresso (dove, come noto, Emiliano superò di poco la soglia minima del 5%). Non è detto, dunque, che Roma faccia marcia indietro sulla proporzione lanciata al governatore per la Puglia (3 ai renziani, 2 agli emiliani e 1 agli orlandiani), con Emiliano che pretende per sé almeno 3 postazioni blindate (due per i fedelissimi parlamentari uscenti Boccia e Ginefra e una da trattare, col nome di una donna in modo da rispettare i principi del Rosatellum).

Dal canto suo l’ex premier rilancia, lanciata la carta del barese Beppe Vacca, rivendicando in Puglia seggi sicuri per la viceministro Bellanova, il segretario regionale Dem Lacarra e il consigliere regionale tarantino Pentassuglia e lasciando agli orlandiani un posto per il deputato uscente Michele Bordo.

Diversa la percezione dei Dem sui 24 collegi uninominali (16 alla Camera e 8 al Senato). Lì la battaglia faccia a faccia è tutta in salita per il Pd, con la «minaccia» di Liberi e Uguali che schiera il padre spirituale Massimo D’Alema nel collegio senatoriale sud. Ecco dunque pensare ad una discesa in campo, nel Foggiano, di Elena Gentile (miss preferenze alle ultime Europee), nel Brindisino degli uscenti Elisa Mariano e l’orlandiano Salvatore Tomaselli, col supporto del primo dei non eletti in consiglio regionale Giovanni Epifani e della presidente delle donne Pd Antonella Vincenti.

Nel Salento dell’assessore regionale al Turismo Loredana Capone, l’orlandiano Fritz Massa, il senatore uscente Dario Stefàno e il deputato Salvatore Capone, ma potrebbero provarci anche Sergio Blasi (il consigliere regionale più suffragato nel 2015) e la vice-segretaria del Pd Sandra Antonica. Nel Tarantino, inoltre, si spenderebbe «senza paracadute» Ludovico Vico, così come nella Bat Emiliano vorrebbe giocare le carte dei suoi fedelissimi: l’ex sindaco di Bisceglie Francesco Spina e l’assessore regionale Filippo Caracciolo, con Renzi che si farebbe promoter del consigliere regionale Ruggiero Mennea. Il collegio che va da Monopoli a Brindisi vedrebbe scendere in campo Fabiano Amati, mentre potrebbero essere mobilitati su Bari-Bitonto il parlamentare Alberto Losacco, vicinissimo al ministro Franceschini e molto impegnato sul territorio, Gero Grassi e Domenico De Santis, vicepresidente nazionale del Pd. Tutta gente, si ragiona, tira-voti, dunque in grado di arginare l’effetto boomerang nei listini del proporzionale, come ha ben spiegato la lettera che il Nazareno ha mandato a tutti i parlamentari chiedendo loro di spendersi nei territori. Destino diverso, ma il quadro è ancora indefinito, per l’uscente altamurana Liliana Ventricelli – sembra destinata al proporzionale in un’altra regione (Liguria?) – e Nicola Latorre, presidente della commissione Difesa del Senato: avrebbe un collegio di prima fascia (non in Puglia) o un posto “blindato” in un listino.

La battaglia non sarà facile anche su Bari: qui i Leu intendono schierare capolista il penalista Michele Laforgia, mentre la Sinistra vendoliana vorrebbe Claudio Riccio. Su Foggia, Taranto e Lecce l’accordo va su Rossella Muroni (Legambiente) , mentre si discute – assodato D’Alema nel collegio Sud – sul secondo collegio senatoriale: anche qui gli art.1-MdP puntano sulla direttrice d’orchestra Gianna Fratta, la Sinistra lo chiede per la deputata uscente Annalisa Pannarale.

Bepi Martellotta
La Gazzetta del Mezzogiorno