Questo volume, quasi una bomboniera, viene offerto agli amici, colleghi ed estimatori del maestro Vincenzo Russo, e a quanti gli vogliono bene, come segno tangibile del suo vissuto nell’ottantesimo compleanno. Nelle pagine troviamo racconti e aneddoti del passato, riflessioni di vita, l’espressione dell’orgoglio e della gioia di avercela fatta, di aver ottenuto soddisfazione, considerazione, stima, onori, benemerenze e riconoscimenti alla carriera, segni del suo valore umano e professionale. È il pioniere di una generazione che, partita dalle terre del Sud in un contesto di difficoltà, di miseria, di mancanza di mezzi, è riuscita a farsi strada, a farsi notare, ad ottenere successi, a conquistare la benevolenza dei sodali e l’affetto dei familiari. Di questi pugliesi tenaci, agli inizi della seconda metà del secolo scorso, Russo resta prestigioso testimone.

La sua storia personale si inserisce armonicamente nella storia più ampia di intere generazioni che si sono fatte onore lontano dal proprio campanile. Milano lo ha accolto, proveniente da Cerignola, e Vincenzo ha contraccambiato l’accoglienza impegnandosi a rendere più grande la città, pur senza dimenticare la terra natia e cercando nel lavoro di percorrere strade inedite per raggiungere i successi più belli. Certamente gli sono stati utili, per la vita e la carriera, alcuni aspetti del carattere e della sua forte personalità: la tenacia, il non arrendersi di fronte alle difficoltà, il legame con le radici geografiche e familiari, le avversità intese come motivo di rinascita e come sfida da vincere, la vicinanza delle persone care come stimolo a fare bene, il tratto cordiale, il non adagiarsi nei successi conseguiti, il valore forte dell’amicizia con i colleghi e i compaesani. La sua vita, ben sintetizzata in questo volume, è un modello per tutti a perseguire i propri sogni e il proprio futuro con passione ed entusiasmo (Agostino Picicco in postfazione).

Vincenzo Russo nasce a Cerignola il 26 gennaio 1938 da una famiglia modesta ma dignitosa. Comincia a lavorare in giovane età, dotato di volontà e capacità di abnegazione. Da ragazzo alterna scuola e lavoro. Frequentando le lezioni pomeridiane, riesce a utilizzare il mattino per dedicarsi alle attività di aiuto fabbro, ciabattino, sarto, falegname e soprattutto parrucchiere, attività che gli risulta particolarmente congeniale. Il padre è del parere che debba fare l’artiere, un mestiere artigiano che fa rima con barbiere. In effetti dimostra grande versatilità nel radere la barba e tagliare i capelli, scolpendoli. Si tuffa, così, anima e corpo tra i rasoi, le forbici e i pettini, che usa con maestria. Le sfide non lo scoraggiano, anzi moltiplicano e promuovono le sue azioni. La passione per il lavoro intrapreso con attitudine e tenacia, lo porta all’apice della categoria, fino al conseguimento di numerosi premi nazionali e internazionali, perfino di livello mondiale.