Nell’ambito della progettazione 8xmille promossa da Caritas Italiana con finanziamenti della Conferenza Episcopale Italiana, la Caritas diocesana e l’Ufficio di Pastorale Sociale e del Lavoro hanno presentato congiuntamente un progetto, intitolato “Charlie fa surf”, finalizzato al contrasto della dispersione scolastica e all’orientamento al lavoro per minori e giovani della nostra diocesi.

Il titolo del Progetto “Charlie fa surf” fa riferimento a una nota canzone di un gruppo indie/pop/rock italiano i Baustelle. Una canzone che racchiude diversi riferimenti culturali e sociale della cultura contemporanea. La canzone è ispirata a Charlie Don’t Surf, opera di Maurizio Cattelan, nella quale è rappresentato un bambino con le mani inchiodate al banco di scuola con le matite (a sua volta ispirato ad un dialogo del film Apocalypse Now di F. F. Coppola, che aveva ispirato anche un brano dei Clash Charlie Don’t Surf, diventata una canzone simbolo contro la guerra).

Il progetto vuole quindi trasmettere un’idea di libertà che vede i ragazzi protagonisti della propria vita, rendendoli attori principali della loro esistenza e pienamente consapevoli delle loro scelte. Non più quindi soggetti con le mani inchiodate da una società che tende a incasellarli in stereotipi culturali e sociali ma liberi di inseguire le proprie scelte e i propri sogni.

Per la realizzazione di tale progetto i due uffici intendono selezionare quattro animatori sociali che saranno regolarmente contrattualizzati e impiegati per un anno a partire dalla data di avvio dello stesso progetto fissata al 17 Marzo 2018.

Gli ambiti d’intervento sono molteplici con lo scopo di avviare un vero e proprio processo di cambiamento e di prospettiva dei ragazzi stessi. Dall’esclusione sociale all’inclusione di processi educativi e formativi fino a farli diventare soggetti attivi e propostivi della loro vita attraverso un corretto orientamento al lavoro.

Questo progetto rappresenta la sollecitudine della chiesa diocesana che punta a rendere i giovani del territorio, spesso vittime della rassegnazione, della violenza e dello sfruttamento, autentici protagonisti del rinnovamento della loro terra nel «farsi costruttori di una nuova società» (Chiesa italiana e Mezzogiorno, 30). L’obiettivo ultimo sarà quello di contrastare il “mito” del lavoro dipendente e del posto fisso e operare negli spazi dell’esclusione sociale e della disabilità per costruire nuova cittadinanza verso i soggetti deboli.

Per la documentazione allegata visitare il sito web cerignola.chiesacattolica.it