Ha avuto inizio ieri la visita a Cerignola ed in Capitanata del presidente di Libera don Luigi Ciotti, che in mattinata ha incontrato gli alunni delle scuole elementari, medie e superiori cerignolane presso il “Pala Dileo”. Il primo incontro delle due giorni organizzata dal presidio cittadino di Libera, che si concluderà giovedì 8 febbraio quando don Ciotti terrà un confronto con la cittadinanza presso il teatro “Mercadante”. Un modo per far sentire la vicinanza di un intero movimento ad un territorio che, quanto mai più che adesso, ha bisogno in vista della “Giornata della Memoria e dell’Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie” che nella sua 23^ edizione – il 21 marzo – farà tappa a Foggia.

«Non è una sola giornata che cambia gli scenari – ha dichiarato in merito ai microfoni de lanotiziaweb.it Don Ciotti –, tuttavia momenti come questo servono a prendere coscienza dei problemi e poterli condividere nei vari territori. Ma il modo migliore per fare memoria è impegnarsi 365 giorni l’anno. L’esserci è un atto di forza perché si dice da che parte si sta; e lo si può fare con fatti, comportamenti e voglia di conoscere». Ed è proprio il desiderio di conoscere il cardine del discorso di don Ciotti agli alunni delle elementari, che hanno colorato il palazzetto con i loro cartelloni preparati per l’occasione: «Il cambiamento ha bisogno anche di voi bambini, che potete fare tanto grazie alla conoscenza, attraverso i lavori ed i laboratori che avete svolto con i vostri insegnanti. La ricerca della verità vi aiuterà a costruire la giustizia».

Cambiano i volti e le età dei ragazzi quando Don Ciotti parla agli alunni delle scuole medie e superiori, ma il messaggio è sempre lo stesso: «Ciò che la mafia teme di più sono la scuola e l’istruzione. La conoscenza è la via maestra del cambiamento. Conoscere per diventare non cittadini ‘ad intermittenza’, ma responsabili non solo in qualche momento, ma sempre!». La consapevolezza sta anche nel riconoscere quegli atteggiamenti che agevolano l’operare della criminalità organizzata: «Mi fa piacere leggere che in alcuni loro lavori i bambini scrivano che chi guarda e lascia fare è complice di chi compie del male – prosegue il presidente di Libera -. È un modo molto semplice per far prendere loro coscienza e al contempo ci esorta ad assumere le nostre responsabilità».

E così, secondo Don Ciotti, che l’impegno antimafia può nascere già tra i banchi di scuola: «La lotta al male inizia facendo le cose belle in classe. Il cambiamento comincia da noi nel momento in cui iniziamo ad assumere il nostro impegno».

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