Ritorna il consigliere provinciale e comunale Tommaso Sgarro su quanto accaduto ieri durante l’assiste cittadina. Un consiglio comunale con tanta carne al fuoco che non ha mancato di accendere polemiche. Diverse le critiche del centrosinistra e di Sgarro rispetto ai provvedimenti all’ordine del giorno. DI seguito la nota integrale.

«Il consiglio comunale è diventato uno spettacolo avvilente. Per la prima volta nella storia politica cittadina si rinuncia a presentare e discutere del bilancio di previsione che è il manifesto politico dell’azione amministrativa» Commenta così, a margine del consiglio comunale svoltosi ieri, il consigliere comunale Sgarro.

«400.000 euro in più rispetto all’anno precedente per un totale di 6.300.000 euro di multe. Un ulteriore bagno di sangue. Le multe come strumento per fare cassa e poi hanno anche il coraggio di dire che in un anno la situazione non è cambiata. Invece di chiedere conto al dirigente, quindi, giù con altre multe – incalza Sgarro -. Così si pagano gli appalti e gli “appaltucci” sotto soglie e spezzettati utilizzati ampliamente da questa amministrazione e dei quali solo ora il sindaco sembra accorgersene. Siamo al ridicolo! Multe che per giunta, stando agli indicatori di bilancio, che vengono fatte ma non incassate, con il risultato che di fatto si spendono soldi che non si hanno, cosa costantemente sottolineata anche dai revisori dei conti, ai quali però chiediamo pubblicamente di essere un bel po’ più decisi e incisivi».

«La cosa, infatti, emerge in tutta la sua gravità sulla TARI e sono gli stessi revisori a ravvisarla. L’anno scorso sindaco &Co. si inventarono la bufala del recupero dell’evasione per giustificare l’aumento “solo” del 20% medio della tariffa, soldi che a leggere il bilancio sono rientrati solo in minima parte. Ovvio che poi il Comune abbia difficoltà a pagare SIA, che il debito dal 2015 sia di 3,9 Milioni di euro, e che il servizio sia disastroso. Continuano a fare i prestigiatori con i numeri, ma i soldi non ci sono, se la prendono coi lavoratori, e sulla TARI ne sparano un’altra. A leggere il piano economico e finanziario la scintillante raccolta differenziata dovrebbe, infatti, garantire un abbassamento dei costi di smaltimento. Poiché la tariffa è data dal costo del servizio più quello dello smaltimento questa si sarebbe dovuta abbassare, non restare invariata, perché minore sono i rifiuti che conferiamo in discarica. Nulla di tutto ciò invece. La tariffa rimane quella della scorso anno, ma nei fatti i cittadini pagano il 25% di più. Ci sono soldi in eccesso nel calcolo della tariffa che non si sa dove vanno a finire. Se infatti il contratto di servizio con SIA è di 5.920.000 euro, e già con queste cifre è in enorme sofferenza, e per fare la differenziata occorrono 2.700.000 euro, considerati gli 800.000 finanziati dalla Regione Puglia gli altri da dove vengono? E soprattutto dove andranno? Gestirà SIA la raccolta differenziata? E allora come è possibile che il contratto di servizio sia rimasto invariato? C’è una parte della TARI che non si capisce dove finisce. E i cittadini pagano».

«”Interrogato il morto però non rispose” dice il detto popolare. A queste domanda è seguito l’imbarazzato e assoluto silenzio di maggioranza e sindaco. Non una parola. Di fatto il consiglio comunale è diventato un passacarte di una amministrazione oramai nei fatti di centrodestra, come testimoniano le avances reciproche tra Metta e Forza Italia ieri in consiglio, seguite alle endorsment per i candidati alla Camerta e al Senato dei giorni scorsi. Per i cittadini lacrime e sangue, per loro lottizzazioni e speculazioni, come quella che riguarderà l’Istituto Agrario e rispetto alla quale chiediamo alla cittadinanza e alle Istituzioni preposte di mobilitarsi -conclude Sgarro -».