Un’importante e proficua giornata è stata quella di martedì 13 febbraio per la città di Cerignola in un tema, fondamentale quanto delicato, come quello inerente l’immigrazione. Si è difatti tenuta nel pomeriggio, presso la Sala Conferenze di Palazzo di Città , l’assemblea cittadina per la costituzione della Consulta per le politiche migratorie, un pubblico incontro voluto e promosso dalla partnership posta in essere dal locale Sportello per l’immigrazione “Stefano Fumarulo” e dall’Assessorato alle Politiche Sociali e al Lavoro. L’obiettivo posto in questa conferenza è quello di condividere con la città ed il terzo settore delle strategie che possano far nascere un organismo che funga da cabina di regia sul da farsi nel campo delle politiche migratorie e dell’accoglienza.

L’assemblea cittadina è stata presieduta da Marcello Colopisociologo e responsabile dello Sportello Immigrazione -, da Maria Dibiscegliaconsigliere comunale di opposizione nonché presidente della VII commissione, da Rino Pezzanovicesindaco ed assessore alle politiche sociali del Comune di Cerignola -, i quali hanno allargato la base partecipativa anche al delegato della Prefettura di Foggia, dottoressa Panella, al Presidente provinciale dell’ARCI, Domenico Rizzi, e soprattutto a tutti i soggetti del terzo settore, le organizzazioni di volontariato, Chiese e cittadini.

I cittadini migranti residenti nel nostro territorio, secondo i dati illustrati dal dottor Colopi ed aggiornati al 2017, sono 2214: «L’ “invasione” di cui spesso si parla – sottolinea il responsabile dello Sportello – corrisponde al 3,8% della popolazione residente. La maggioranza riguarda i cittadini rumeni, il 52,5 %». Dati che scacciano la teoria, priva di fondamento, dell’invasione. Il nostro Comune è quello con il minor tasso di cittadini stranieri residenti, in un territorio nel quale tende ad alzarsi durante il periodo estivo e a calare sensibilmente in quello invernale. «Con il nostro sportello – ha proseguito Colopi – abbiamo lavorato su due versanti: offrire servizi ai cittadini stranieri residenti sul nostro territorio e pensare che fosse più giusto lavorare con le organizzazioni che in questo territorio operano a favore dei migranti». Il riferimento va alla Caritas Diocesana, alla Fondazione Migrantes, alla Cooperativa Sociale “Un sorriso per tutti”, all’Associazione LunaCometa, alla Cooperativa Sociale “Un mondo a colori”, all’Associazione “San Giuseppe” Onlus,  all’Associazione Ghetto Out, alla Cooperativa sociale “Oasi 2”.  Colopi sottolinea quanto questo coordinamento voglia concentrarsi sulla nascita di uno strumento che veda la partecipazione di più soggetti, più realtà e soprattutto del Consiglio Comunale. E il punto di vista del Consiglio Comunale viene espresso dall’esponente dell’opposizione Maria Dibisceglia che mette in risalto quanto la politica debba essere coinvolta in primo luogo su questi temi e che deve «far sì che quel clima di diffidenza, di insicurezza venga meno. È una battaglia culturale, ma soprattutto politica. La politica deve assumersi la responsabilità di quello che fa – prosegue la presidente della VII commissione – e in Consiglio Comunale di questi temi importanti si deve discutere». L’iniziativa trova il pieno compiacimento e sostegno della Prefettura di Foggia, come detto, rappresentata dalla dottoressa Panella. Non è sufficiente collocare geograficamente delle persone: l’integrazione deve essere reale, entrando dentro il loro vissuto e avvertendoli così meno lontani. «Questo – secondo la delegata della Prefettura – consente di adottare misure più aderenti alle esigenze effettive del fenomeno migratorio e significa essere cittadini consapevoli, protagonisti della propria storia. Il cammino che la città di Cerignola ha intrapreso è il più giusto e corretto perché porta verso la pace sociale». Parlare di immigrazione, purtroppo, significa parlare spesso più di numeri che di persone. Questo è quanto viene posto in evidenza da Domenico Rizzi che, da Presidente provinciale ARCI, ricorda che l’Italia ha firmato la Convenzione di Ginevra del 1949 anche per tutelare chiunque scappi da una guerra e, venendo ai giorni nostri, sottolinea come «i lavoratori nei campi di Capitanata siano soprattutto migranti» e «l’obbrobrio che il territorio della Provincia ha sotto gli occhi tutti i giorni: da Borgo Mezzanone, al ghetto di Rignano alle diverse tendopoli sparse. Dobbiamo affrontare questi temi con diligenza e capacità».

Molteplici e di indubbio valore sono state le testimonianze in assemblea fornite da coloro i quali operano in maniera encomiabile in prima persona in questo settore: da Suor Paola Palmieri , delle Figlie della Carità di Cerignola, che con forza pone l’accento sul tema della legalità da garantire in quel Borgo Tre Titoli che concretamente ha dimostrato di amare, al responsabile della Fondazione Migrantes, don Claudio Barboni, senza dimenticare l’esperto in diritto delle migrazioni e consulente legale dello Sportello “Fumarulo”, avvocato Stefano Campese, Paap Njaay Jamill, mediatore culturale e presidente dell’Associazione Ghetto Out, Magdalena Jarczak del sindacato FLI-CGIL, il suo omologo Diego De Vita, la locale Chiesa Valdese e altri ancora.

Tirando le somme, quello a cui si sta dando vita partendo da Cerignola è un percorso di decisa avanguardia in temi che, specie in questo periodo storico, sono di un’importanza capitale. Si tratta di un ottimo lavoro, come ribadito anche dal vice-sindaco Pezzano, figlio della sinergia fra lo Sportello Immigrazione “Fumarulo” e tutti gli operatori del terzo settore, in un percorso condiviso con responsabilità politica anche dall’opposizione e che può e deve andare solo avanti.

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