Il 4 marzo, giorno delle elezioni politiche, si avvicina inesorabilmente. Tutti gli schieramenti in campo sono al lavoro col fine di proporre la migliore offerta politica al proprio elettorato. Fra questi, anche nel nostro territorio, c’è Liberi e Uguali, la neonata lista di sinistra che in questa tornata sta correndo da sola.

All’indomani della partecipata inaugurazione del comitato elettorale cerignolano di LeU, sito in via Generale Dabormida, nella mattinata di domenica 18 febbraio ha avuto luogo un incontro fra candidati, militanti e cittadini, nella Sala Conferenze di Palazzo di Città, volto a fare il punto della situazione in vista di queste ultime due settimane di campagna elettorale. A presiederlo, Luigi Pizzolo (il candidato cerignolano al proporzionale alla Camera), Michela D’Onofrio (candidata al collegio uninominale alla Camera) e Annetta Francabandiera (candidata al collegio uninominale al Senato). Il dibattito è aperto da Pizzolo che parte dal preoccupante dato che, almeno secondo i sondaggi, indica un forte astensionismo: «Questo impone a noi di LeU una riflessione seria. La riflessione che abbiamo sempre fatto, ed è stata una delle cause della scissione, era che il PD ha iniziato a perdere, dopo le elezioni europee del 2014, città storicamente governate dalla sinistra. Siamo nati soprattutto, per usare la metafora di Bersani, per riavvicinare tutta quella gente che è andata nel bosco: da chi non vota più a chi vota M5S». Il militante cerignolano spiega come LeU sia nata anche per dare voce a quella sinistra che aspira ai valori della storia del movimento operaio, del socialismo e del cattolicesimo democratico e ricomporre l’area del centrosinistra sulla base di politiche nuove. Investimenti pubblici che moltiplichino i beni, fisco progressivo che faccia versare di più a chi detiene maggiori possibilità e meno a chi ne ha meno, rilancio dell’istruzione universitaria per tutti, incrementando le borse di studio, sono alcuni dei punti del programma che LeU mette in cima alla propria agenda.

Pone, invece, l’accento su quello che LeU dovrà essere, Michela D’Onofrio: «Vorrei un’assemblea costituente, democraticamente legittimata, in cui tutte le diverse particelle confluiscano e non più partiti che nascono e muoiono. Basta con le “parrocchie” da preservare!». E se si dovesse entrare in Parlamento «faremo opposizione, ma non fine a sé stessa, come quella fatta dal M5S: gridano ma il loro essere rivoluzionari non si sporca le mani». Liberi e Uguali non è da identificarsi come il partito degli ex PD, è quanto tiene a sottolineare Annetta Francabandiera: «Vengo da SEL (Sinistra Ecologia Libertà, ndr.) e nel momento in cui ha deciso di sciogliersi e confluire in Sinistra Italiana non ci sono andata, perché credevo bisognasse costruire una sinistra diversa». La candidata ex SEL spende importanti parole anche in difesa di Massimo D’Alema, più volte oggetto di attacchi da parte del PD: «Il loro livore nei suoi confronti è dovuto al fatto che sia una personalità che si ama o si odia. Stiamo parlando di uno statista».

Liberi e Uguali guarda con grande attenzione ai temi di stringente attualità del territorio. Nello specifico, l’obiettivo è rivolto ai problemi che stanno coinvolgendo l’ospedale di Cerignola, con il piano di riordino regionale che sta per far chiudere i reparti di nefrologia ed emodialisi. È lo stesso Pizzolo ad informare gli intervenuti che il consigliere regionale di LeU, Pino Romano, presidente della commissione sanità, ha già presentato in commissione una serie di emendamenti e di richieste di modifiche all’attuale piano. Presumibilmente se ne discuterà con gli operatori e con la città e LeU sta per preparare un incontro da tenersi a breve, nel quale illustrare la propria idea di sanità pubblica nel territorio.