Ha avuto luogo nella serata di giovedì 22 febbraio, nel comitato di Cerignola di Liberi e Uguali, sito in via Generale Dabormida, l’incontro con il consigliere regionale e presidente della commissione sanità, Pino Romano.

Al centro del dibattito vi è il delicato tema della sanità pubblica, che sta tenendo banco anche nella nostra comunità, con il piano di riordino regionale che vedrebbe finire sotto la sua scure i reparti di nefrologia e di emodialisi dell’ospedale “Tatarella” di Cerignola. Apre l’incontro Luigi Pizzolo (candidato LeU al proporzionale alla Camera) che sottolinea quanto urga «cercare di tutelare le fasce più deboli piuttosto che sprecare risorse in settori che non portano a nulla. L’ospedale di Cerignola, come moltissime altre realtà, viene inquadrato in questa situazione drammatica. Siamo retrocessi di diverse posizioni come qualità delle prestazioni sanitarie negli ultimissimi anni. Abbiamo fatto della sanità pubblica – conclude – uno dei motivi essenziali del nostro programma».

Prende la parola il consigliere Romano, che ha presentato in commissione una serie di emendamenti e richieste di modifica al piano di riordino regionale, riguardanti anche la struttura di Cerignola: «Abbiamo il dovere di fare i conti con la realtà attuale della struttura». Il 2018 è l’anno del quarantennale di leggi che hanno fatto la storia della sanità pubblica del Paese: dalla 833 voluta dal governo di unità nazionale che istituiva il diritto alla prestazione sanitaria per tutti, senza più distinguo fra poveri e ricchi, alla legge Basaglia per la cura dignitosa dei malati psichiatrici. In virtù di questo, Romano pone la questione su cosa sia, quarant’anni dopo, il diritto a ricevere una prestazione sanitaria appropriata. E se quelle di fine anni ’70 furono leggi che significarono l’alba di una nuova storia in questo senso, non lo stesso si può asserire con quelle emanate in epoca recente, che sembrano mirare più verso esigenze di bilancio che di effettiva qualità delle prestazioni per i cittadini. «Dobbiamo riflettere sulla domanda di cura, su come ci si cura e sulle strutture ospedaliere. Ma non solo, anche sui piani di rientro e sui tagli che negli anni hanno costretto il comparto sanitario a fare i conti con i numeri».

La forte carenza di personale è una delle piaghe che affligge la nostra sanità e, in merito a ciò, il consigliere regionale lancia un appello al presidente Emiliano: «Fermati! C’è una battaglia da fare e vogliamo farla con voi. Bisogna combattere per il finanziamento del sistema sanitario nel Mezzogiorno. Non possiamo continuare con un blocco delle assunzioni che dura ormai da 8 anni e che ha fatto aumentare l’età media della popolazione attiva nella sanità pubblica da 48 a 52 anni».

Interrogato dagli intervenuti nelle fasi conclusive del dibattito, Pino Romano risponde anche sull’ospedale “Tatarella”: «Cerignola è presidio fondamentale. Non si può penalizzare una struttura di eccellenza. Ci sono reparti doppioni di quelli di Foggia, con una domanda che è sostanzialmente la stessa e sono giusti i tagli. Ma ci sono reparti che non sono doppioni, che si integrano e vanno riaperti. Quanto più diversifichiamo l’offerta, tanto più eleviamo la qualità e l’eccellenza».