“Gesù non è un re, non un filosofo, né un mago, né un medico. Gesù non è un mistico, non è un sacerdote illuminato, e nemmeno un santo. Ma il movimento della sua parola è quello che pone di fronte un uomo a un altro uomo, senza pesarne le colpe né le virtù né le ricchezze. Egli usa parole povere che tutti possano afferrare e fare proprie: prendete, ascoltate, venite, partite, ricevete, andate. Ma quello che vuole, non lo vuole per sé; non dice ‘amatemi’, dice: ‘amatevi’. La sua parola appare vera solo in quanto disarmata. La sua potenza è di essere privo di potenza, fatto nudo, debole, povero. La Scena è un pezzo di deserto, un confine, una striscia fra ciò che appartiene al cielo e ciò che appartiene alla terra. La storia è raccontata da un asino, il suo asino che a ritroso ricorda la vita accanto a lui”.

Si legge così fra le pagine del sito di Antonio Panzuto (www.antoniopanzuto.it), pittore, scenografo, scultore, nonché autore con Alessandro Tognon della narrazione teatrale ispirata al Vangelo di Giovanni Chi sei tu? Vangelo dell’asino paziente, che sarà rappresentata nella cattedrale di Cerignola martedì, 27 febbraio 2018, a partire dalle ore 20. L’iniziativa si colloca all’interno dei Martedì di Quaresima, gli appuntamenti che, settimanalmente, caratterizzano la riflessione della Chiesa locale – come si legge nella più recente lettera pastorale del vescovo Luigi Renna – per Imparare ad amare con Tobia e Sara in cammino verso la Pasqua.

“Gesù poteva esigere una creatura celeste – continua la sintesi di Panzuto – un cavallo alato o un leone invece ‘ha bisogno di un asino’ con cui svergogna i savi, i nobili, e coloro che si credono capaci, e lo chiama ad essere araldo e portatore dell’Evangelo, la notizia buona”. Numerosi i consensi del pubblico, come dimostra l’ampia rassegna stampa (Avvenire, Il Sole 24Ore, Repubblica) fin dal debutto della narrazione che, tra i numerosi riconoscimenti vanta l’affermazione – prima classificata – nel 2015 al “Festival del Sacro” di Lucca.