«Si è sempre meridionali di qualcuno» diceva il filosofo Luciano De Crescenzo nella popolare pellicola “Così parlò Bellavista” del 1984. Il Sud è molto più di un’area geografica: è uno stato d’animo, è la memoria di chi va e di chi resta, è un luogo che sa essere ostile ma che rimane inesorabilmente scolpito dentro.

Il Sud è un mondo che merita sempre di essere raccontato e la Pro Loco di Cerignola, nella serata di venerdì 23 febbraio, ha deciso di farlo presentando lo spettacolo «A tutto Sud», un racconto fatto per immagini, parole, note, suoni, storie e passioni figlie del nostro Meridione. Autori e vere e proprie anime di questa rassegna sono Michele e Giustina dell’Anno, coppia di appassionanti cantastorie foggiani che, poco prima dell’inizio dello spettacolo che ha gremito la Sala Convegni del Polo Museale Civico, hanno rilasciato alcune dichiarazioni alle testate locali presenti: «Venivo a Cerignola da giovane, quando avevo i capelli, e ci torno ora che invece porto il cappello – esordisce con la sua sempre verde ironia Michele dell’Anno, che narra di come “A tutto Sud” abbia alle sue spalle una ricca storia –. Questo spettacolo nasce dal contributo di varie arti, dal canto, alla musica al ballo. È un racconto del Sud al Sud. Da qui tutti vogliono partire ma poi, inevitabilmente, tutti vogliono tornare. È uno spettacolo che non è mai terminato, ma che nasce e si evolve di volta in volta».

“A tutto Sud” contiene anche un omaggio a Cerignola, una canzone dedicata a Giuseppe Di Vittorio: «L’abbiamo scritta una decina di anni fa – sottolinea il cantautore foggiano -. Il leitmotiv è una sintesi delle parole pronunciate durante il funerale di Di Vittorio. Il titolo del brano è “Lo volevano bene pure le pietre”. Nel sessantesimo anniversario della sua scomparsa abbiamo ritenuto giusto fargli questo omaggio». Delle infinite sfaccettature del concetto di Sud ha tenuto a parlarci Giustina dell’Anno, definendolo «molto ricco. Ho un genero del Nord della Francia che quando viene qui vuole restarci. Il Sud piace perché dentro vi è tutto: l’amore, la passione, la gioia, il sorriso, la roba buona da mangiare. Ci sono troppe cose belle così come troppi problemi. Ma non possiamo farne a meno». In questo spettacolo si parla di Sud declinandolo al plurale, perché ve ne sono diversi secondo Giustina: «Napoli, il Sudamerica, la Puglia, la Sicilia hanno le stesse caratteristiche: la profondità dei sentimenti, la sofferenza, la gioia, l’ironia, lo sfottò…». «E la fame!», conclude con la sua simpatica irriverenza Michele.

La serata, che ha visto il pubblico presente coinvolto dalla miscellanea proposta dai due artisti, è stata caratterizzata anche dall’esibizione di due ballerini di tango cerignolani, Tania Frisani e Nicola Palladino, della scuola Ballatango di Raffaele Ferrante e Maria Simona Gentile. I dell’Anno hanno fatto rivivere quelle storie della nostra terra con protagonisti braccianti, pastori, amori e passioni antiche, strappando sorrisi ma anche facendo emozionare. Essere del Sud significa detenere un patrimonio culturale di inestimabile valore, come anche gli studi passati di antropologi venuti da fuori hanno dimostrato. Non si può che esser lieti, quindi, del fatto che ci sia ancora chi in questo tesoro ha voglia ed indubbia capacità di investire.

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