Da sinistra le riflessioni stentano ad arrivare, con un PD cittadino che di fatto subisce l’onda d’urto dei 5 stelle e che non ci capisce poi troppo di più. Una riflessione politica più ampia allora la fa Tommaso Sgarro, anche se non più segretario, ma pur sempre riferimento del centrosinistra. Riflessione senza censure, a carte scoperte, da Roma a Cerignola, passando per Bari, per provare a passare al setaccio le ragioni di una sconfitta che non lascia superstiti sul campo e difficilmente trova scusanti; piuttosto, come lo stesso Sgarro scrive ironizzando: «funziona così, è la democrazia».

«E’ dal 1991 che a sinistra viviamo una fase di passaggio che non vede fine» dice senza troppo imbarazzo. E se «progressisti e socialisti a livello mondiale sono in enorme difficoltà (vi dice niente Trump?), perché non hanno più un popolo da rappresentare e a cui parlare», il Pd in Italia ha commesso errori. «Abbiamo (forse) creduto in quello che abbiamo fatto al governo ma siamo stati poco credibili per come lo abbiamo fatto». Una campagna elettorale interpretata male, che il centrosinistra ha giocato in sordina. «Gli altri in campagna elettorale hanno sparato autentiche bombe, noi abbiamo balbettato, siamo rimasti fermi ai 1000 giorni di governo Renzi, e non siamo riusciti a fare uno scatto in avanti».

Nessuna scusante anche per il segretario Matteo Renzi: «è responsabile nella misura in cui non ha saputo leggere questa fase – riferendosi al momento del centrosinistra e della politica italiana in genere -. Si è vistosamente arroccato su sé stesso, ma non è il solo responsabile. Troppo facile. C’è un’intera classe dirigente, minoranza inclusa, che dovrebbe farsi un bel po’ di domande su cosa è diventato il PD. I 5S hanno raccolto consensi, e non hanno subito il minimo danno da vari scandali e scandalucci, anche perché sono andati avanti come un treno».

E sull’inciucio con i 5 Stelle, profetizzato a più microfoni da Michele Emiliano, il consigliere provinciale dem è categorico: «se farete un governo con il Movimento Cinque Stelle sarà senza di me» dice. Per scelta personale sicuramente, ma anche in riferimento a quanto accadde nel 2013: allora, «giustamente hanno ritenuto inconciliabile, anche davanti alla necessità e responsabilità nazionali, il loro programma con quello del centrosinistra e la cosa vale allo stesso modo oggi per il centrosinistra nei loro confronti. Non è questione di ripicca, ma di inconciliabilità».

«Hanno ragione i 5S – conclude Sgarro -, io con dei mafiosi, corrotti e bugiardi non mi sederei mai per costruire un governo insieme. Per 5 anni il 5S hanno ribadito che il PD era fatto di mafiosi, corrotti e bugiardi, con il PD, quindi, non si può fare il governo. Il Paese e i nostri elettori ci hanno detto, con quel 18%, che dobbiamo stare all’opposizione. Ecco lo dico a chi pensa che fare politica voglia dire stare sempre e solo al governo. E quindi buon governo a chi potrà farlo, funziona così, è la democrazia».