Hanno negato di aver perseguitato per mesi mesi la vicina di casa, una giovane vedova e i tre figli, e sono tornati in libertà 72 ore dopo l’arresto i tre cerignolani accusati di stalking e lesioni. Martedì scorso i carabinieri della compagnia cerignolana, in esecuzione di ordinanze cautelari firmate dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura, avevano arrestato e trasferito in carcere Luigi Cirulli, 45 anni; e sottoposto ai domiciliari la moglie Annalucia Maddamma di 41 anni; e la sorella di lei, Serafina Maddamma di 44 anni, di Stornara. E’ stato lo stesso giudice per le indagini preliminari firmatario del provvedimento restrittivo a rimettere in libertà i tre indagati nella mattinata di venerdì, al termine degli interrogatori di convalida, accogliendo le richieste avanzate dai difensori, gli avvocati Antonio Merlicco e Gianni Quarticelli che hanno sostenuto l’insussistenza dei gravi indizi e la mancanza di esigenze cautelari.

«Il giudice ha accolto le nostre istanze di rimessione in libertà» commenta l’avv. Merlicco «dopo che Cirulli e le sorelle Maddamma nel corso di lunghi interrogatori hanno respinto punto su punto tutte le accuse, negato di aver mai perseguitato la vicina di casa e d’averla anche aggredita fisicamente. I nostri assistiti hanno detto d’essere loro le vere vittime di questa situazione legata a problemi di vicinato, tanto da aver presentato anche una denuncia in passato contro la donna che li accusa: hanno anche spiegato» prosegue il difensore «che inizialmente i rapporti con la vicina erano buoni, situazione poi mutata: c’erano state discussioni legate a rapporti di vicinato ma mai sfociate in atti persecutori, e aggressioni fisiche».

L’indagine di Procura e carabinieri sfociata nell’arresto, e ora nella scarcerazione dei tre indagati, partì dopo la denuncia sporta dalla vedova nel novembre scorso. Raccontò d’aver perso il marito nel 2016, di abitare con i tre figli minorenni al primo piano di una palazzina, mentre gli indagati vivono al piano di sopra. L’accusa sostiene che inizialmente i rapporti erano buoni, per poi cambiare quando la parte offesa avrebbe rifiutato di effettuare alcuni investimenti proposti da Cirulli: sarebbero seguite minacce, insulti, «promesse» di botte, avvertimenti ai tre figli «che presto sarete orfani anche di madre perché noi l’ammazzeremo», sino ad arrivare ad un’aggressione fisica il 24 ottobre scorso quando Cirulli avrebbe afferrato e trascinato per i capelli una figlia della vedova. In seguito a quella situazione la vedova – stando alla sua denuncia – aveva deciso di lasciare Cerignola e trasferirsi a Orta Nova. Ricostruzione contestata in toto dai tre indagati nel rispondere alle contestazioni del gip, che all’esito di quegli interrogatori ha rimesso in libertà marito, moglie e sorella di lei. «Peraltro voglio rimarcare» conclude l’avv. Merlicco «che Cirulli non era nemmeno presente in occasione della presunta aggressione fisica di cui si parla negli atti d’indagine».

La Gazzetta del Mezzogiorno