Un importante momento volto alla riflessione ed all’esercizio della memoria collettiva è quello a cui si è dato vita nella mattinata di lunedì 19 marzo presso l’IISS “Augusto Righi” di Cerignola. La XXIII Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno nel ricordo delle vittime innocenti delle mafie promossa da Libera è ormai alle porte, il 21 marzo nella vicina Foggia. E in questa direzione l’Istituto di via Antonietta Rosati sta conducendo un lungimirante progetto, nel quale una tappa fondamentale è stata quella di tenere vivo il ricordo di chi, nella nostra città, ha versato il dazio estremo in nome della giustizia e della legalità, Michele Cianci, il commerciante 43enne che nella sera del 2 dicembre 1991, mentre stava per chiudere il proprio esercizio in via Santa Maria del Carmine, venne vigliaccamente assassinato da diversi colpi di pistola, due dei quali lo colpirono a fianco e femore, cosa che lo portò a cadere violentemente a terra, causandogli una profonda ferita alla nuca, che l’autopsia indicherà essere quella mortale.

La mattina di quel maledetto lunedì, Michele Cianci aveva sventato un tentativo di scippo ai danni di un 75enne, in Piazza del Carmine, da parte di due malviventi che avevano mirato alla pensione riscossa pochi minuti prima all’ufficio postale. Cianci, che era sulla soglia del suo negozio di armi ed articoli sportivi, intervenne con prontezza: impugnò la sua pistola e sparò in aria colpi a scopo intimidatorio, urlando agli aggressori di lasciare immediatamente l’anziano, salvandogli così la vita. Ma non finì qui. Michele Cianci si recò a denunciare il misfatto presso il locale Commissariato di Polizia, descrivendo anche la fisionomia dei due ragazzi. Quello che accadde la sera di quel lunedì è storia, purtroppo, nota. Alcuni mesi dopo, esattamente il 26 giugno 1992, la Presidenza della Repubblica conferì alla memoria dell’eroico cerignolano la medaglia d’oro al valor civile, per aver rappresentato uno «splendido esempio di umana solidarietà ed elette virtù civiche».

L’Istituto Righi, in partnership con il presidio cittadino di Libera, ha voluto porre in risalto l’esempio di Michele Cianci con una toccante cerimonia che ha visto la piantumazione di un arbusto di mimosa e l’inaugurazione di una targa commemorativa del nostro illustre concittadino. L’albero, come sottolineato nell’incontro, è qualcosa che fiorisce, con l’augurio che possa farlo anche la legalità.

A fare gli onori di casa è il dirigente scolastico, dottoressa Maria Rosaria Albanese, che evidenzia come il suo Istituto sia stato artefice «di un lavoro sull’educazione alla legalità in vista del grande impegno pubblico del 21 marzo a Foggia. Non abbiamo lasciato correre questo evento e volevamo lasciare una traccia fisica del nostro impegno. Grazie al suggerimento di tutti coloro che stanno collaborando proficuamente all’iniziativa, si è ritenuto di dedicare un momento di riflessione anche a testimoni della legalità che hanno lasciato un segno nella nostra città. Spesso siamo distratti davanti a chi lascia segni positivi. Noi invece vogliamo dare il segno di una testimonianza di onestà e di grande senso civico». Le cronache dei giorni nostri narrano ancora di gravi accadimenti purtroppo non diversi da quelli del passato.

Ecco perché la dirigente Albanese focalizza l’attenzione su quello che dev’essere il ruolo della scuola: «Il nostro impegno è quello di dare un’istruzione che faccia diventare cittadini migliori. I ragazzi fuori dalla scuola sono diversi da quelli dentro la scuola. Chi la frequenta ha un’opportunità in più, significa diventare migliori in quello che siamo». È successivamente il turno della professoressa Raffaella Morra, referente – assieme alla docente Angela Vasciaveodel progetto legalità: «Noi docenti dell’IISS Righi abbiamo colto il senso di questo impegno, l’importanza di essere portatori di memoria, ma non di una memoria sterile bensì viva. La storia di Michele Cianci ha rappresentato un’occasione per tutti gli studenti e gli insegnanti coinvolti di vivere in prima persona percorsi di conoscenza e riflessione su ingiustizie passate e presenti. Ringraziamo Libera – conclude la docente – per l’opportunità di un percorso che ha fatto sviluppare in noi e nei nostri alunni un’ulteriore sensibilità verso il problema delle mafie in Puglia».

Fra le Istituzioni presenti all’evento vi è anche quella ecclesiale, col parroco di San Trifone, don Carmine Vietri, che pone soprattutto l’attenzione su quello che dovrebbe costituire oggi il ricordo di Michele Cianci: «La sua memoria deve diventare una memoria pericolosa: il termine lo mutuo da un teologo della politica, Johann Baptist Metz. Ogni volta che vediamo la sua targa dobbiamo ricordarci di quel sacrificio, imparare a fare come lui e sapere che fare come lui significa rischiare. Sarebbe bello che, guardando quella targa, ognuno affermi che la società è casa di tutti». Hanno presenziato il sentito incontro anche i fratelli di Michele Cianci. A lasciare un importante contributo è sua sorella Angela, in passato insegnante presso l’Istituto: «Sono molto grata a tutti di questo lavoro fatto in memoria di Michele, affinché il suo ricordo non cada nell’oblio. Voi ragazzi avete bisogno di questi valori e noi adulti siamo responsabili nei vostri confronti. Questi valori, nella società contemporanea, cozzano con tutto quello che avete intorno: tracotanza, violenza, indifferenza, omertà. Sì, quell’omertà che purtroppo fra voi c’è ancora e che è sinonimo di complicità». Non poteva, infine, mancare la voce di Libera, quella del suo referente cittadino, l’avvocato Gaetano Panunzio: «Dobbiamo portare avanti una memoria viva che sia unita all’impegno, altrimenti la targa dedicata a Michele Cianci avrebbe poco senso. Soprattutto dobbiamo essere lontani da quello che è il nostro potere delegato: se ognuno di noi delegherà all’altro non ne verremo al di sopra mai. Ringrazio la dirigente e tutti i professori che si sono impegnati in questo percorso perché offrono ai ragazzi l’unico strumento che gli permette di essere liberi: la conoscenza. È la conoscenza – chiosa Panunzio – che vi permette di formare una coscienza critica, fare delle scelte ed essere responsabili».

Il 21 marzo è il giorno in cui Foggia sarà la capitale nazionale di chi vuol dar voce e sostanza ai principi di legalità e giustizia e alla memoria di chi, per esse, ha pagato con la propria esistenza. È anche il primo giorno di Primavera, una Primavera che, grazie a Libera, non punta ad essere solo meteorologica ma anche e soprattutto morale. E quanto fatto dall’Istituto “Righi” di Cerignola rappresenta un importante punto di slancio verso quella che si auspica essere una nuova, luminosa stagione.

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