E’ un grido di dolore e di speranza quello lanciato da un milione di persone che in tutta Italia, nelle piazze, in scuole, carceri, università e parrocchie hanno aderito alla 23/ma Giornata dell’impegno e della memoria in ricordo delle vittime delle mafie, promossa da Libera anche in altri Paesi d’Europa e America Latina. A Foggia, scelta quest’anno quale piazza principale, la pioggia e il freddo pungente non hanno fermato i 40mila che sono sfilati in corteo agitando bandiere della pace e striscioni per chiedere a gran voce «verità e giustizia» insieme con le autorità presenti. Tra queste anche il presidente del Senato, Pietro Grasso, che si è impegnato a presentare «un disegno di legge per l’istituzione di una Commissione di inchiesta su tutte le stragi che non hanno avuto una soluzione completa sotto il profilo della verità».

Ognuno dei 972 nomi delle vittime che ad oggi sono nell’elenco di Libera, viene dunque scandito mentre un vento gelido sferza il viso di centinaia di familiari che ascoltano in silenzio. Ogni nome rievoca ricordi e sembra un pugno allo stomaco per i parenti, ma anche uno schiaffo alla criminalità. Perché, spiega il premier Paolo Gentiloni in una lettera inviata a don Ciotti, «da Foggia e dai numerosi altri luoghi nei quali saranno ricordati i nomi delle vittime e ascoltate le testimonianze dei familiari, arriverà un forte messaggio di memoria e di speranza».

La Giornata si è tenuta a Foggia, come ha motivato Libera, per la ferocia di una mafia emergente e colpevolmente sottovalutata. Non è un caso che nel Foggiano ci siano diversi Comuni sciolti per mafia, l’ultimo dei quali è Mattinata. Il sindaco di Foggia, Franco Landella, sottolinea «che l’attenzione di Libera non ci fa sentire soli: dobbiamo tutti difendere la nostra terra – afferma – e mi auguro che la città possa voltare pagina».
«A Foggia l’antimafia civile ha mostrato la sua vitalità» in «una terra in cui la criminalità mafiosa agisce con brutale violenza», rileva la presidente uscente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi, ricordando «l’incendio di questa notte all’auto dell’ex capogruppo Pd in Consiglio comunale: un fatto inquietante – commenta – ma Peppino d’Urso non è solo».

Il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, fa notare che «la Puglia è in prima linea in questo movimento italiano dell’antimafia sociale che oggi celebra la Giornata più importante» con «una manifestazione che ha cambiato lentamente la mentalità del Paese». E poi annuncia che «la Giunta ha approvato il disegno di legge che istituisce l’agenzia per l’antimafia sociale come metodo ordinario di contrasto alle mafie», e che prevede anche «il sostegno alle famiglie delle vittime».
Nel contrasto alle mafie il segretario reggente del Pd, Maurizio Martina, ritiene sia importante avere «istituzioni forti, un Parlamento autorevole capace di legiferare, e un governo capace di assumersi le responsabilità che si deve assumere». Mentre il sindaco di Bari e presidente Anci, Antonio Decaro, ci tiene a ricordare «i tanti amministratori locali che ogni giorno subiscono intimidazioni e attentati, soprattutto quelli dei piccoli comuni che hanno poca voce e, magari, vengono dimenticati troppo in fretta». (GdM/Ansa)