SIA

Un fulmine a ciel sereno, per alcuni, o una fine ampiamente preannunciata, per altri, sta di fatto che quanto accaduto nelle ultime ore sembra rappresenta solo l’ultimo tassello di una vicenda nata male, e finita peggio. Notizia di ieri, infatti, le dimissioni di Franco Metta, Sindaco di Cerignola, dalla Presidenza del Consorzio Igiene Ambientale FG/4, con una lettera indirizzata ai Sindaci dei nove Comuni consorziati, al Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, al Commissario straordinario AGER, al sub Commissario AGER, al Prefetto di Foggia, al Prefetto BAT, al Direttore Generale del Consorzio Ig. Ambientale dott.ssa Monica Abenante, al C.D.A. di SIA, ad ASECO e ad ogni organizzazione sindacale.

«Colleghiscrive Mettaho subordinato la mia permanenza nella carica di Presidente del Consorzio alla sottoscrizione, obbligatoria per legge, dei contratti novennali di servizio tra i Vs. Comuni e la SIA. Ad oggi il Comune di Cerignola ha sottoscritto il contratto, garantendo alla SIA 54 milioni di euro per i prossimi nove anni. I Comuni dei 5 reali Siti hanno deliberato in Giunta Comunale e si accingono a confermare la loro volontà di legarsi a SIA attraverso la successiva e prossima delibera di Consiglio Comunale. Altrettanto non hanno fatto i Comuni di San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli e Margherita di Savoia, che fanno così mancare alla SIA la certezza contrattuale necessaria a garantire la prosecuzione dell’attività aziendale». 

Infatti, la questione sottile ma di vitale importanza è che le prime ed immediate ripercussioni interesseranno proprio i dipendenti di SIA, i quali non hanno percepito gli stipendi di marzo e, allo stato attuale delle cose, potrebbero non percepire nemmeno il salario di aprile; oltre trecento famiglie, molte delle quali con mutui e figli piccoli al seguito che – come raccontano alcuni operai da ieri in protesta – rischiano di trascorrere le festività pasquali più tristi e complicate della propria vita.

Metta, però, mentre abbandona la barca che sta affondando, descrive la possibile ancora di salvataggio. «Il salvataggio di SIA  – scriveera ed è tutt’oggi possibile attraverso le due linee strategiche che ho da sempre individuato: la sottoscrizione dei nove contratti novennali di servizio; la regolamentazione per il presente e per il futuro della collaborazione tra SIA ed ASECO per la messa a regime dell’impiantistica aziendale, risorsa preziosa per l’intero ciclo dei rifiuti della Regione».

Non tardano ad arrivare anche le parole dai banchi dell’opposizione, col leader del centro sinistra Tommaso Sgarro che in un comunicato stampa punta il dito ed evidenzia le «responsabilità» di quanto sta avvenendo in SIA. «Lo stato di agitazione dei dipendenti di SIA e le dimissioni di Metta da presidente del Consorzio di Bacino FG/4 sono le ultime battute di una storia purtroppo ampiamente previstaafferma il capo dell’opposizione -. Un fallimento dopo l’altro, una pagliacciata dopo l’altra, con un solo evidente responsabile, Franco Metta, alla ricerca, come al solito di capri espiatori a cui scaricare la colpa del suo disastro». 

«Dipendenti SIA senza stipendio, città piena di rifiuti, impiantistica tolta a Cerignola, azienda praticamente fallita – incalza Sgarro. Un asfissiante balletto di strategie in questi due anni e mezzo senza la volontà e la capacità di capire che si stava finendo dritti nel baratro. L’ottusità di chi, o è in malafede, o è incapace. Conti sballati, scelte incomprensibili. Prima il No alla nuova discarica poi, all’apice della dissociazione, il cambio ormai tradivo di rotta sul VI lotto. Prima la nomina da Direttore a Michele Centola, poi la sua rimozione, la nomina del Cda che nulla ha portato, anzi, ha aumentato il disastro. Senza parlare del walzer dei numeri sulla TARI, dei soldi solo sulla carta e della debitoria di Cerignola verso SIA, che hanno costellato questa vicenda. Oggi si cerca di scaricare la responsabilità di quanto sta avendo sui sindaci della BAT. L’unica vera responsabilità di questi sindaci è di aver assecondato, anche troppo, le improvvide giravolte di Franco Metta. Se anche avessero oggi firmato i contratti di servizio – chiede retoricamente Sgarro -, sarebbero stati sufficienti quei soldi per salvare la SIA? Questa è la vera domanda da porre, con una risposta purtroppo già nota: NO! Oggi Metta lascia, come un novello capitan Schettino, troppo tardi e con una azienda oramai esanimechiosa Sgarro -. Un’azienda che, come riportato dal dossier ARPA è diventata un’autentica bomba ecologica, con un ciclo dei rifiuti allo sbando».

E gli scenari futuri non sembrano dei più rosei, con all’orizzonte due possibili scelte: o una presa in carico del Prefetto, che porterebbe al probabile fallimento e liquidazione dell’azienda, con le immaginabili ripercussioni in termini di licenziamenti e problematiche nella raccolta dei rifiuti; diversa invece, e più probabile, l’idea che pare essere trapelata nelle ultime ore proprio dal Commissario ad Acta dell’Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti, Gianfranco Grandaliano, ovvero un commissariamento esterno dell’azienda che proverebbe a risanare i bilanci rimettendo – si spera – in piedi un’azienda che doveva essere, nelle premesse, il fiore all’occhiello del territorio. Tutto questo, ovviamente, non sarà indolore, specialmente per i cittadini dei comuni del Consorzio i quali, molto probabilmente, dovranno far fronte a spese maggiori, a cominciare dall’aumento dell’aliquota della TARI.