È stata la chitarra classica, con la sua storia e la sua tecnica, la protagonista del concerto tenutosi nella serata di giovedì 22 marzo presso il Polo Museale Civico di Cerignola. A deliziare il pubblico e a guidarlo verso la conoscenza dello strumento è stato il M° Alessandro Ferri, 32enne originario di Manfredonia, con un bagaglio considerevole che ha arricchito l’evento intitolato «Solo sei corde». L’itinerario del concerto ha visto Ferri andare da Ferdinando Carulli, compositore del ‘700, al brasiliano Heitor Villa Lobos, passando fra gli altri per Pachelbel, Carcassi, Giuliani e Sor e finendo con il jazz e la musica da film.

Quello nei confronti della chitarra è un amore che nella famiglia di Alessandro Ferri parte da lontano. Infatti, suo nonno materno è il noto chitarrista manfredoniano Pino Rucher, scomparso nel 1996. Rucher prese parte a diversi festival, rassegne musicali e popolari trasmissioni radiofoniche e televisive (Festival di Sanremo, Canzonissima, Studio Uno, solo per citarne alcune), accompagnando e incidendo brani per artisti del calibro di Mina, Domenico Modugno, Rita Pavone, Nilla Pizzi e Claudio Villa. Pino Rucher ha inoltre lasciato il segno come esecutore di colonne sonore di film, collaborando a stretto contatto con maestri di fama internazionale come i premi Oscar Ennio Morricone e Luis Bacalov. Fu il primo ad utilizzare la chitarra elettrica nei western di produzione italiana, grazie all’intuizione del M° Ennio Morricone, suonando da solista in «Per un pugno di dollari».

Alessandro Ferri, in questo concerto, ha rivolto la sua attenzione principalmente ad autori classici concertisti di chitarra che hanno composto specificamente per questo strumento. E poco prima dell’inizio si è raccontato un po’ a lanotiziaweb.it: «Ho iniziato i miei studi con lezioni private di chitarra acustica grazie al M° Lucio Sbarra. Quando però cominciai ad ascoltare i primi concerti di musica classica m’innamorai della chitarra classica. Lo dissi al M° Sbarra e lui mi preparò con delle trascrizioni di pezzi jazz. Da quei pezzi ho fatto un mio repertorio». Giunge il momento dell’esame d’ammissione al Conservatorio “Umberto Giordano” di Foggia: «Feci quell’esame suonando col plettro. Arrivai terzo su circa sessanta/settanta candidati. Fui preso ed entrai a far parte di quella grande famiglia». Dopo cinque anni a Foggia con il M° Sandro Torlontano, ne seguono altri cinque al Conservatorio “Niccolò Piccinni” di Bari con il M° Nicola Catacchio: «Bari mi ha aperto una strada totalmente nuova, con un approccio musicale diverso. In quei cinque anni ho conosciuto una marea di musicisti, facendo vari masterclass con grandi nomi della chitarra classica: Lorenzo Micheli, Aniello Desiderio, Giulio Tampalini e Roland Dyens. Quest’ultimo, scomparso purtroppo due anni fa, non solo era uno dei più grandi nella chitarra classica, ma anche un grande amante della musica jazz. E in pochi lo sanno».

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Ringraziando Alessandro Ferri per la cortese disponibilità, le informazioni e il materiale fornitoci, ricordiamo anche che dal 2002 fa parte della Corale polifonica “Cesar Franck”, con la quale ha avuto modo di esibirsi anche in un evento che ha visto la partecipazione di Luis Bacalov. A questo giovane artista nostro conterraneo non possono che andare i complimenti e i migliori auspici di successo per i progetti futuri.