Interviene nel dibattito politico sulla nomina di Simeone Di Cagno Abbrescia alla Presidenza di AQP l’europarlamentare Elena Gentile, che non manca di sottolineare «l’inopportunità» della stessa, oltre ai comportamenti delle ultime settimane del presidente Michele Emiliano.

Infatti «inseguire e corteggiare i seguaci di Casaleggio per “blandirli e farseli amici” non solo è politicamente sbagliato ma è soprattutto inutile. È ora che Emiliano se ne renda conto. Ed eviti a sé stesso e al PD ulteriori imbarazzi dopo quelli procurati a piene mani in campagna elettorale. Del cui esito, in Puglia più disastroso che altrove, ci si sarebbe aspettati che si facesse carico, assumendosene per quota parte la responsabilità. E, in uno, si soffermasse a riflettere sui limiti evidenti della sua azione di governo e, quindi, della necessità di un cambio di passo, di visione, di prospettiva. Almeno sui temi maggiormente sensibili per il futuro della Regione e per la qualità della vita dei pugliesi: sanità, ciclo dei rifiuti, xylella, agricoltura, Ilva, fragilità economiche e sociali, lavoro, prospettive strategiche e di sviluppo delle nostre aziende pubbliche».

Per la Gentile l’azione politica ha bisogno di un cambio di marcia. «I pugliesi attendono un cambio di passo e una nuova visione di futuro – dice -. Meno sterili polemiche, meno apparizioni televisive, meno demagogia. Più impegno di governo sui problemi piuttosto che sulla spartizione di poltrone quale manifestazione di forza e di potere. Questo il monito che l’elettorato tutto, ma soprattutto quello del Mezzogiorno e pugliese in particolare, ha inteso lanciare con il voto del 4 marzo. Ci hanno notificato che dopo la primavera pugliese quello che era stato loro prospettato come l’orizzonte del nuovo modello politico e di governo dell’era Emiliano si è rivelato una grande illusione. I voti a Casaleggio e a Salvini in Puglia, per ora, sono solo un ammonimento – conclude -. Ma se non si cambia passo invertendo il percorso fin qui seguito, non è detto che quei voti ritornino».