Dopo le dimissioni da Presidente del Consorzio di Franco Metta, Sindaco di Cerignola, i tre comuni del consorzio appartenenti alla provincia Bat – Margherita di Savoia, San Ferdinando e Trinitapoli -, indicati come coloro che non hanno onorato l’impegno di firmare il contratto di ARO, hanno replicato al presidente dimissionario e espresso le proprie ragioni.

Nel consiglio intercomunale di Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia, la maggioranza si è dichiarata pronta ad abbandonare l’Aro per autodeterminarsi come Aro BT 3. Proprio il Sindaco di Trinitapoli Di Feo ritorna sulle responsabilità dell’attuale crisi di SIA. «Sia è nata con grandi potenzialità, a cominciare dalla impiantistica, di proprietà dei 9 Comuni. Chi ha fatto saltare il banco ha un nome ed un cognome: il presidente del Consorzio Franco Metta», con chiaro riferimento allo stop al sesto lotto che Metta indicò proprio all’inizio della sua avventura da Presidente. «Ha affamato Sia col mancato introito di questi anni relativamente al conferimento nella discarica ormai satura per i primi 5 lotti – ha proseguito il primo cittadino casalino -. Insomma, zero introiti e più spese, con la Tari a carico esclusivo dei cittadini, per portare i rifiuti a Foggia (biostabilizzazione) e Grottaglie (in discarica). A ciò si aggiunge il debito del Comune di Cerignola. Con quei milioni di euro il rilancio degli impianti di Sia, l’efficienza del servizio e il futuro dei lavoratori sarebbero garantiti»

«La società Sia non può pretendere di sanare una debitoria con la quale i nostri concittadini non hanno nulla a che vedere – ha riferito il sindaco di Margherita di Savoia Marrano -. Se non ci saranno riscontri da parte di Sia l’obiettivo sarà quello di uscire dal Consorzio Foggia 4 e rientrare nell’ARO Bat 3, assieme a Trinitapoli e San Ferdinando di Puglia così da avviare su intervento del commissario straordinario regionale per i rifiuti, Grandaliano, una procedura di gara per riuscire ad avere un contratto aderente alle esigente delle nostre comunità anche a costi inferiori».