Pasqua col bel tempo, la proposta turistica della Puglia si caratterizza dei colori della campagna in Primavera e l’agriturismo richiama sempre più persone, dall’Italia e dall’estero. «C’è stato il tutto esaurito negli agriturismi pugliesi – dice il presidente di Coldiretti Puglia, Gianni Cantele – già da una settima prima delle feste e prenotazioni partite con grande anticipo, fino a oltre un mese prima delle festività. È aumentata anche la richiesta di pernottamento e attività ricreative per trascorrere i 2/3 giorni nella nostra regione».

Secondo i dati rilevati da Terranostra Puglia, associazione agrituristica della Coldiretti, l’aumento delle prenotazioni ha registrato fino ad un +20% nel Salento, sia sul fronte della ristorazione che dei pernottamenti, con strutture che accolgono il 50% di turisti stranieri, provenienti da Brasile, Svizzera, Inghilterra, Belgio, Stati Uniti. «L’agriturismo e il turismo rurale vivono un trend in continua crescita – aggiunge Carlo Barnaba, presidente regionale degli agriturismi di Campagna Amica – con quasi 11 milioni di presenze in Italia, di cui il 57% straniere, e un tasso di crescita negli ultimi cinque anni di oltre il 30%. I segreti del successo sono gli attrattori, quali il desiderio di entrare in contatto con il mondo rurale, una rinnovata sensibilità verso l’ambiente, le tradizioni artigianali e, soprattutto, la produzione agroalimentare tipica».

L’agriturismo si conferma il vero motore della vacanza made in Italy, unico segmento in costante crescita nel panorama dell’offerta turistica regionale con il raddoppio dei viaggi. L’ospitalità nelle strutture aziendali – secondo Coldiretti Puglia – assume una rilevanza fondamentale e l’agriturismo, per sua naturale vocazione, garantisce il rispetto ambientale e la valorizzazione delle produzioni tipiche, del territorio, delle dimore storiche e può essere il biglietto da visita della Puglia in un serio programma di marketing territoriale.

«Gli agriturismi di campagna Amica mettono a disposizione – spiega il Direttore della Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti – anche spazi attrezzati per pic-nic all’aria aperta che rispettano le esigenze di indipendenza di chi ama prepararsi da mangiare in piena autonomia. Grandi opportunità anche dalla vendita diretta con il 40% delle aziende regionali che vendono prodotti propri ed il 20% prodotti biologici. L’imprenditore agrituristico ha la possibilità di diventare il promotore non solo della sua attività, ma di tutto il territorio, del paesaggio, della cultura e degli stessi prodotti locali della regione che con la legge di orientamento ha la possibilità di offrire nella sua azienda, avvicinando le famiglie di città alla campagna attraverso le masserie didattiche».

«La Puglia ha una tradizione gastronomica fortemente legata alla terra – commenta Cantele – e le ricette ripercorrono la simbologia degli eventi religiosi, con le uova sono simbolo di fecondità, rinascita e Resurrezione. I custodi delle tradizioni enogastronomiche – aggiunge Corsetti – sono le nostre aziende agricole che continuando ad offrire i piatti tipici, tengono alto il valore del cibo del territorio e delle ricchezze della campagna pugliese. Lo stesso vale per le aziende agricole (oltre 650 in Puglia) che preservano e valorizzano i prodotti della biodiversità».

L’agnello e il capretto diventano il secondo per eccellenza, cucinati in mille modi diversi, nel foggiano va in tavola il «brodetto», cioè pezzetti di capretto cotto in tegame, associato ad asparagi lessati. Una variante di fave e cicorie legata alla tradizione è l’incrapiata dove al purè vengono aggiunti pezzi di pane fatto in casa, cotto rigorosamente nel forno a legna, e arrostito. A Taranto e provincia la tradizione impone u’ marr, involtini di marroncini, a’ callarredda, agnello e verdura campestre. A Brindisi immancabile l’antipasto coi «lampasciuni», bolliti e conditi con olio extravergine di oliva, sale e pepe, che possono anche accompagnare gli «gnumereddi», involtini di interiora di agnello. A Foggia grande successo dei «talli di cocozza», fiori di zucca con i quadrucci, a Lecce vanno per la maggiore le «sagne incannulate», pasta fatta in casa, lunga, intrecciata e servita al sugo e le «pucce», pane con le olive.

«Ma sono i dolci i veri protagonisti delle tavole pasquali, come le scarcedde o scarcelle – conclude Coldiretti Puglia – un dolce semplice e genuino guarnito con uova sode o di cioccolata o le pastatelle, preparate solo con olio locale e marmellate fatte in casa, e i mostaccioli, tipici del tarantino.

La Gazzetta del Mezzogiorno